Volontariato in archeologia. La posizione ufficiale dell'ANA

L’Associazione Nazionale Archeologi condanna con forza l’utilizzo del volontariato quando sottrae spazi e risorse alle attività professionali. Una prima sintesi delle posizioni dell’ANA sull’argomento “volontariato”, elaborato in vista del IV Congresso Nazionale del 2016 è consultabile QUI.

 

Congresso

 

Purtroppo, la riforma del Terzo Settore non ha contribuito a fare la dovuta chiarezza su ruoli e capacità di intervento degli organismi che utilizzano principalmente volontari come risorsa per espletare servizi di vario genere nei diversi ambiti dei beni culturali.

In questo quadro la ratifica della Convenzione di Faro, i cui principi ispiratori l’ANA condivide pienamente (quali, ad esempio, l’allargamento della base di partecipazione alla valorizzazione dei beni comuni attraverso il coinvolgimento e la trasparenza dei processi decisionali; il coinvolgimento diretto delle comunità territoriali nella cura e nella promozione delle eredità culturali; etc…) può finire per costituire un problema per la professione e non solo un’opportunità di sviluppo.

Per questo motivo, l’Associazione Nazionale Archeologi ha contribuito alla riflessione che ha accompagnato la ratifica della Convenzione di Faro con un documento pubblico, la cui adesione è stata offerta a tutto il mondo dei beni culturali, costituente linee guida per costruire un rapporto sano ed equilibrato, in seno alla società, tra volontariato e professioni dei beni culturali. Questo documento, che rappresenta la più aggiornata posizione dell’ANA sull’argomento, è stato depositato presso la Commissione Cultura del Senato e può essere pubblicamente consultato qui.

Il decalogo dell’ANA è ancora la sintesi di riferimento delle principali linee guida che l’Associazione segue nell’affrontare le politiche del Terzo Settore sui Beni Culturali.