Le associazioni di categoria e universitarie che rappresentano gli archeologi e le archeologhe italiani hanno scritto una lettera aperta al Ministro della Cultura, On. Alessandro Giuli, esprimendo forte preoccupazione in relazione alla proposta di emendamento n. 108.0.11 Matera, Gelmetti (Art. 108-bis.) presentata quale modifica alla Legge di Bilancio 2026, che avrebbe apportato una modifica sostanziale all’art. 28, comma 4 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (D.lgs. 42/2004).
L’emendamento, giudicato inammissibile per materia, avrebbe previsto la fine delle procedure di archeologia preventiva con conseguenze negative sulla progettazione delle opere pubbliche (sia con riferimento ai tempi, che si allungherebbero in forma indefinita in caso di “fortuiti” ritrovamenti archeologici in assenza di indagini preventive, sia con riferimento ai costi, che subirebbero un’impennata nel caso di “fermo lavori” conseguente al medesimo “fortuito” ritrovamento) e sulla tutela del patrimonio archeologico, anche sommerso (distruzione di potenziali nuovi siti e di siti noti ma non ancora vincolati).
Le Associazioni che hanno sottoscritto la lettera aperta ritengono che sia necessario rispondere in maniera ancora più appropriata alle previsioni della Convenzione Europea de La Valletta sulla protezione del patrimonio archeologico, ratificata dall’Italia con la Legge n. 57 del 29 aprile 2015 ed entrata in vigore per il Paese il 13 maggio 2015, predisponendo le procedure dell’archeologia preventiva tanto per lavori pubblici quanto per quelli privati.
Inoltre, poiché il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, pur emanato nel 2004, nella sua impostazione risente fortemente della precedente legge di tutela del 1939 e non risulta più corrispondente a ciò di cui oggi necessiterebbero la tutela, la formazione, la ricerca, la gestione e la valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici italiani, chiedono di avviare un tavolo di concertazione che abbia l’obiettivo di effettuare un aggiornamento completo e organico del suddetto Codice, essendo pronte a condividere in maniera propositiva proposte utili a tale revisione.
Se volete aderire, potete condividere la lettera (che trovate QUI) e l’appello.