Comunicato Stampa - Nota dell’ANA sull’emergenza umanitaria a Gaza e sul conflitto israelo-palestinese

L’Associazione Nazionale Archeologi (ANA) esprime preoccupazione e dissenso in merito alla tragedia umanitaria in corso a Gaza, denunciando il genocidio e l’emergenza sanitaria in atto.

Esprime, inoltre, vicinanza alle popolazioni coinvolte nel conflitto israelo-palestinese e auspica che nessuna violenza sia recata ai partecipanti alla missione umanitaria, pacifica e non violenta, della Global Sumud Flotililla, iniziativa umanitaria volta a portate cibo, medicine e generi di prima necessità alla popolazione palestinese.

Il conflitto israelo-palestinese è di particolare attenzione nel dibattito archeologico internazionale che sta coinvolgendo in questi giorni anche il meeting annuale della European Association of Archaeologists (EAA), associazione che racchiude migliaia di archeologi europei e non europei. La situazione che si è venuta a creare in seno all’EAA evidenzia come la veemenza del confronto in atto non deve, però, far propendere per decisioni unilaterali o di chiusura nelle relazioni internazionali, né ci deve portare a volgere lo sguardo altrove.

L’ANA ribadisce l’importanza di garantire spazi di confronto aperto e inclusivo, in grado di tutelare tanto la libertà accademica quanto l’onestà etica che deve guidare la ricerca. È attraverso il dialogo, infatti, che si possono esprimere e ricomporre i dissensi, nonché trovare soluzioni; il non dialogo, così come l’assenza di un confronto aperto su tematiche sensibili e attuali, possono alimentare astio e intolleranza e facilitare la manipolazione del dato archeologico ai fini politici.

 

La Presidentessa ANA, Marcella Giorgio, dichiara: “Riteniamo che il dialogo sia lo strumento più efficace per affrontare i dissensi e preservare lo spazio di confronto professionale. Ogni decisione che limiti tale spazio costituisce un impoverimento per la comunità scientifica. In tal senso, l’ANA continuerà a adoperarsi per mantenere vivo il dialogo a livello internazionale, senza negarne le complessità, con lo spirito di costruire quei ponti di unione e quei legami che consentono di affrontare e superare le criticità della società attuale. Come archeologi e archeologhe, infatti, siamo i primi a dover imparare dal nostro passato, comprendendone e superandone gli errori, con l’onestà etica che ci si aspetta da noi. Senza insabbiare o alterare i dati storici per forzarne l’utilizzo politico al servizio della volontà dei governi, come accaduto in questi anni in Israele e Palestina. Parafrasando le parole che il Presidente Mattarella ha espresso durante il 51esimo Forum Ambrosetti, posso dire che come cittadini europei non possiamo avere esitazioni, ma dobbiamo continuare a cooperare per mantenere solidi i rapporti internazionali e l’eguaglianza di diritti tra popoli e Stati”.

 

L’ANA auspica che il momento critico che l’EAA sta affrontando possa rappresentare un’occasione di riflessione profonda e di miglioramento in seno all’associazione. Il rafforzamento dei principi di cooperazione scientifica a livello europeo, nonché di democrazia interna e di libertà di espressione, passano anche attraverso i meccanismi di trasparenza dei processi democratici decisionali e di comunicazione presso i propri associati.

Auspichiamo, inoltre, che una più ferma ed esplicita condanna espressa dal nostro governo nazionale possa contribuire ad aumentare la pressione delle diplomazie internazionali sul governo israeliano, affinché cessi il quotidiano massacro di vittime innocenti.