Disegno di legge di bilancio 2026: ennesimo attacco all’archeologia preventiva!

L’ANA nella giornata del 19 Novembre 2025 ha espresso viva preoccupazione e sconcerto alla 5ª Commissione permanente del Senato (Programmazione economica, bilancio) in merito all’emendamento 108.0.11 (Art. 108-bis) che, se approvato, rischia di svuotare di ogni senso le procedure relative all’archeologia preventiva.

Il testo, in sintesi, consentirebbe l’applicazione dell’archeologia preventiva solo per le opere pubbliche poste in aree per le quali sia già presente un vincolo archeologico.

Tale visione risulta completamente contraria ai principi della Convenzione Europea per la protezione del patrimonio archeologico, ratificata dall’Italia ed entrata in vigore nel 2015.

Inoltre, porterebbe le lancette degli orologi indietro di 20 anni, aprendo nuovamente la strada a rischi maggiori nella realizzazione delle opere pubbliche, con costi che lievitano incontrollatamente nel caso di rinvenimenti archeologici fortuiti.

L’ANA ha quindi chiesto con fermezza il ritiro dell’emendamento, proponendo invece l’estensione della tutela ai lavori privati, proprio in linea con i dettami della suddetta Convenzione: solo un’archeologia preventiva correttamente e ampiamente applicata può consentire uno sviluppo infrastrutturale che, al contempo, tuteli il patrimonio archeologico sommerso e ancora non conosciuto.

La tutela non è un freno: è intelligenza progettuale.

Solo attraverso una corretta pianificazione territoriale preventiva è possibile conciliare le necessità di sviluppo di comunità e territori con la salvaguardia della nostra memoria collettiva.

È possibile leggera la lettera inviata in forma integrale qui: lettera.