Museo Archeologico Nazionale "La Civitella" (Chieti): un bel caso di disinformazione da social network

In queste ore si moltiplicano gli appelli alla riapertura del Museo Archeologico Nazionale "La Civitella" di Chieti, dopo che su diversi siti di informazione e sui social network si è diffusa la notizia (che sarebbe obiettivamente grave) della sua chiusura a tempo indeterminato.
Proviamo a fare chiarezza e procediamo con ordine cronologico.
1) Il 4 febbraio esce la notizia della chiusura del Museo Archeologico Nazionale "La Civitella" (https://www.ansa.it/abruzzo/notizie/2021/02/04/chiuso-museo-la-civitell…). Qui vengono riportate le parole di una precedente direttrice del museo, la funzionaria Adele Campanelli, che lancia un allarme comprensibilmente grave sulla chiusura definitiva di un importante museo. Ma l'articolo dell'ANSA già contiene la prima smentita del vicesindaco, che dichiara di aver parlato con Mariastella Margozzi, Direttrice Regionale Musei Abruzzo, e aver saputo che la chiusura ha solo carattere temporaneo.
2) Per dare formalità alla vicenda, il Comune di Chieti pubblica una nota sul suo sito, in cui ribadisce il carattere temporaneo della chiusura, citando le parole del Direttore Regionale: la chiusura è «dovuta alla necessità di effettuare dei lavori di manutenzione di alcuni locali, sanando infiltrazioni che da diverso tempo affliggono alcuni spazi. A questa esigenza si è aggiunta quella di operare in modo che in contemporanea con i lavori il personale potesse smaltire ferie non godute e permessi. In ogni caso sarà uno stop breve, in quanto la struttura si è già attivata con delle ditte per effettuare i lavori nel più breve tempo possibile» (https://www.comune.chieti.it/notizie/museo-la-civitella-la-chiusura-e-t…).
3) Il 6 febbraio però "Le attiviste e gli attivisti locali di Mi Riconosci", collettivo molto attivo sui social, rilanciano la notizia citando solo le parole di Adele Campanelli, definita "direttrice per dieci anni" (ma la direttrice attuale è Oriana Fiamma Fulgenzi, come subito fa notare loro Irene Berlingò commentando sui social network). Non vengono invece citate nè la smentita della Direttrice Regionale Musei Abruzzo, nè quella del Comune di Chieti.
4) Sempre il 6 febbraio esce un articolo sulla chiusura del Museo, a cura dell'autorevole "Finestre sull'Arte", che riprende le dichiarazioni di Adele Campanelli, non la direttrice attuale (Onorina Fiamma Fulgenzi) senza dare alcun risalto alla smentita della Direttrice Regionale Musei nè a quella del Comune di Chieti, ma sottolineando la mobilitazione del collettivo Miriconosci.

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Per fare quindi una sintesi della questione, la chiusura del Museo Archeologico Nazionale "La Civitella" di Chieti ha carattere temporaneo dovuto all'esecuzione di lavori programmati. Con l'occasione di eseguire i lavori si è intervenuto sul piano ferie del personale affinchè potesse smaltire le ferie non godute. Questo è quanto dichiarato dalla Direttrice Regionale Musei Abruzzo, Mariastella Margozzi. Ed è quanto rilanciato dal Comune di Chieti per bocca del Vicesindaco, Paolo De Cesare. Probabile che l'organico del museo possa e debba essere rimpolpato, ma non è di questo che si sta parlando.
Se è comprensibile un primo momento di smarrimento di fronte alla notizia della chiusura definitiva di un museo archeologico nazionale come quello di Chieti, molto meno comprensibile è che si siano rilanciate per due giorni notizie già smentite ai più alti livelli.
Tutto questo è stato facilitato dall'ormai incontenibile onda dei messaggi che vengono fatti girare dai social network e messaggistica varia, che come già successo in passato generano smarrimento ma non danno sempre contezza della realtà. Anche l'Associazione Nazionale Archeologi ha ricevuto diverse segnalazioni, spesso accompagnate da inviti alla mobilitazione seguiti da: "E l'ANA che fa"?
Viviamo un momento storico in cui siamo sommersi da informazioni, che attraverso i mezzi dell'elettronica più diffusa convergono continuamente, 24 ore al giorno, verso di noi, spesso con l'esplicito scopo di stimolare una reazione emotiva. Sarebbe però ottima cosa, e lo consigliamo come principio di carattere generale, verificare le notizie prima di farle girare con inviti alla mobilitazione: come ormai tutti sappiamo, il rischio delle fake news è sempre dietro l'angolo.