Da cinque a sette euro all’ora: è quanto vale un archeologo in Italia

Da cinque a sette euro all’ora. Lordi, naturalmente.
È quanto vale un archeologo per l’[b]Italgas[/b], la spa a cui il Comune di Roma ha affidato, con un bando controverso, tutta la rete di fornitura gas della Capitale. Gli archeologi e le archeologhe incaricati devono controllare la realizzazione delle trincee per la posa di nuove tubature; contribuiscono, insomma, alla tutela in caso di ritrovamenti archeologici, sempre possibili nel sottosuolo di Roma.

È forte e, insieme, amara la denuncia dell’Associazione Nazionale Archeologi.

Il presidente, [b]Salvo Barrano[/b], spiega le modalità dell’ingaggio per gli archeologi: “[i]Il nuovo contratto di fornitura prevede importi a base d'asta scandalosi, lesivi della dignità umana, prima che professionale, degli archeologi.
Il distributore chiede infatti alle imprese archeologiche il massimo ribasso rispetto a cifre già di per sé ridicole: sette euro e mezzo lordi all'ora, comprensivi perfino degli oneri per la sicurezza, per sei ore di lavoro al giorno.
Con il risultato che gli archeologi attualmente incaricati nel contratto di fornitura in corso percepiscono cifre comprese tra 4,25 e 7 euro lordi all'ora. Basta il confronto con il costo orario reale di un operaio comune, 23,03 euro, per comprendere il vergognoso trattamento che viene fatto su professionisti di alta specializzazione[/i]”.
 
“[i]Abbiamo chiesto un incontro a Italgas ma non abbiamo avuto ancora risposte[/i]" - precisa [b]Alessandro Garrisi, presidente della sezione laziale dell'ANA[/b].
“[i]Facciamo pertanto appello alle amministrazioni coinvolte, tra cui il [b]Comune di Roma[/b], perché intervengano nel sospendere il contratto, rivedendo le condizioni e imponendo importi unitari a base d'asta concordati che non calpestino la dignità degli archeologi[/i]”.