La difficile tutela del patrimonio culturale ucraino

Mentre l'Ucraina viene distrutta un pezzo alla volta da una guerra feroce e in continua evoluzione, accanto alle doverose e generose iniziative umanitarie a sostegno della popolazione civile in fuga dalle bombe e dalla devastazione, arrivano da tutto il mondo proposte e iniziative con l'obiettivo della tutela del patrimonio culturale ucraino. Ogni guerra porta infatti all'inevitabile perdita di porzioni più o meno ingente di patrimonio culturale, soprattutto monumentale e artistico.

Un grande impatto ha avuto il 17 marzo l'offerta da parte del Ministro Dario Franceschini di fornire mezzi e risorse per ricostruire il Teatro di Mariupol, centrato e in gran parte distrutto da un ordigno russo. "I teatri di tutti i paesi appartengono all'umanità intera", ha aggiunto il ministro, chiudendo l'annuncio su Twitter con l'hashtag #worldheritage. Pronto il ringraziamento del presidente ucraino Zelensky, che ha auspicato che questo gesto diventi un esempio da seguire. Se ne è parlato anche all'estero, come sulla piattaforma "Euronews": https://www.euronews.com/culture/2022/03/18/italy-ready-to-rebuild-bombed-mariupol-theatre

Foto da Twitter
Teatro di Mariupol (Foto da Twitter).

Dal nostro Ministero della Cultura proviene anche un altro stanziamento di fondi "per accogliere e sostenere artisti ucraini in Italia": i fondi saranno gestiti attraverso 20 istituzioni culturali italiane selezionate dal Ministero. L'hashtag dell'inizativa stavolta è #cultureunitestheworld.

E sempre il Ministero della Cultura, dando seguito a quanto deciso nel Consiglio dei Ministri del 28 febbraio scorso con cui si offrivano misure di sostegno alla crisi in Ucraina, ha invitato i propri Istituti periferici, nell'ambito di mostre su suolo italiano che ospitano opere in prestito provenienti dall'Ucraina, a offrire la propria disponibilità per garantire la custodia e la conservazione delle stesse anche oltre i termini previsti dal prestito stesso, al fine di garantirne l'integrità e la tutela sino a che permanga una situazione di rischio nel Paese di origine.

Anche la rete NEMO (Network of European Museum Organisations) ha iniziato a raccogliere e monitorare iniziative e attività di supporto organizzate dai musei a favore dell'Ucraina: tante le richieste ricevute da colleghi di tutta Europa. Alcuni esempi dei progetti posti in essere:

I musei del distretto di Bautzen (Germania) si sono messi a disposizione per la protezione del patrimonio culturale ucraino. Seguendo le linee guida sviluppate dall'ICCROM per valutare i rischi a cui è sottoposto il patrimonio (https://www.iccrom.org/it/section/disaster-resilient-heritage/pronto-so…), e la sua eventuale evacuazione, i musei del distretto di Bautzen offrono supporto per ospitare pezzi di patrimonio ucraino in pericolo, anche offrendo la logistica per l'evacuazione.

Da Berlino, l'Alliiertenmuseum (Museo degli Alleati) mette a disposizione i suoi spazi per ospitare pezzi del patrimonio ucraino.

L'Associaçao Portuguesa de Museologia (Portogallo) offre ospitalità ai lavoratori dei musei ucraini e alle loro famiglie, con supporto anche all'integrazione dei più piccoli in un paese straniero. Valuta anche la possibilità di trasferire in Portogallo pezzi del patrimonio ucraino.

Dalla Polonia, la nuova commissione polacca per i musei ucraini (Komitet Pomocy Muzeom Ukrainy) offre supporto ai musei e alle istituzioni culturali ucraine per la protezione delle collezioni, dei reperti più preziosi e dei monumenti. La commissione prevederà un programma di digitalizzazione e inventariazione delle collezioni e fornirà mezzi utili alla loro protezione. Inoltre, con un'iniziativa improntata alla memoria, raccoglierà tutta la documentazione utile a perseguire il saccheggio e la distruzione del patrimonio ucraino. La commissione ha già iniziato tutte queste operazioni.

Dalla Norvegia, il National Museum of Art, Architectur and Design di Oslo mette a disposizione spazi e risorse per la conservazione del patrimonio ucraino.

National Museum of Art - Oslo
Bandiera ucraina sul National Museoum of Art di Oslo (Foto da NEMO).

Qui tutte le informazioni fornite dalla rete NEMO: https://www.ne-mo.org/advocacy/our-advocacy-work/museums-support-ukraine.html

Anche negli Stati Uniti ci sono state iniziative di supporto alla cultura ucraina. In particolare si segnala il progetto avviato dalla Tufts University (Medford, Boston) che si è concentrato nel fornire strumenti digitali per salvare i dati di oltre 2200 siti web culturali con un piano di backup critico in caso di perdite o danni durante la guerra. Un gruppo di oltre 1000 volontari da tutto il mondo "sta eseguendo la scansione di siti Web, mostre digitali e pubblicazioni ad accesso aperto delle istituzioni culturali ucraine con programmi informatici automatizzati che cercano siti e raccolgono dati". Le operazioni sono coordinate da una delle bibliotecarie dell'università, Anna Kijas. Qui tutte le informazioni: https://now.tufts.edu/articles/preserving-ukraine-s-cultural-heritage-online  

I rischi per il patrimonio ucraino sono inoltre quelli ben descritti da Andrew Overman, professore al Macalester College (USA), direttore di uno scavo archeologico negli anni ‘90 in Crimea nell’antica Chersoneso: l’appropriazione illecita del patrimonio ucraino e una vera e propria operazione di cancellazione culturale (operazione che a prima vista può sembrare irrealistica, ma che trova concretezza proprio nelle parole pronunciate da Putin alla vigilia dell’invasione). Qui la sua analisi: https://www.asor.org/anetoday/2022/03/cultural-heritage-ukraine

Foto Chersoneso
Chersoneso. Basilica civile romana. Sullo sfondo la cattedrale di S. Vladimiro (Foto da American Society of Overseas Research).

Il panorama delle iniziative in essere quindi varia da quelle più tradizionali (la salvaguardia fisica del patrimonio fisico) a quelle invece alle quali siamo meno abituate, come la salvaguardia del patrimonio virtuale e immateriale. Entriamo quindi anche in una prospettiva nuova della tutela, alla quale comunque siamo ben preparati da due anni di pandemia e di discussione sul valore del dato digitale.