Piano di riforma e investimenti per l'archeologia

L'Associazione Nazionale Archeologi presenta con soddisfazione il "Piano di riforma e investimenti per l'archeologia": un documento contenente ipotesi di riforma del settore e suggerimenti sull'utilizzo dei fondi per il Recovery Plan nel settore dei beni culturali, con un discreto numero di proposte da parte delle associazioni che formano il cosiddetto "tavolo di coordinamento delle sigle del mondo dell'archeologia", con il contributo in aggiunta delle consulte universitarie (Federazione delle Consulte universitarie di Archeologia e Consulta di Topografia Antica), Si tratta di un'importante novità per il nostro settore.
Per la prima volta tutte le sigle del mondo della rappresentanza del settore (professionisti, imprese, accademia, ministero, altro) hanno effettuato un grande sforzo per convergere su posizioni condivise. Crediamo sia necessario sottolineare questo aspetto, quello dello sforzo: le sigle hanno spesso posizioni molto diverse sui singoli argomenti, ma con nostra grande soddisfazione per la prima volta si è riusciti in un grande tentativo di arrivare a mediazione su tutti i punti discussi, lasciando fuori pochissime istanze, per lo più per la difficile realizzazione. Con il risultato di un documento di una quindicina di pagine (quindi piuttosto ricco) nel quale si è provato ad individuare quelle occasioni e quegli strumenti oggi mancanti, la cui realizzazione potrà portare beneficio a tutti gli ambiti che formano il grande spazio dell'archeologia italiana.
La crisi pandemica che ha colpito il mondo intero costringe oggi ad agire con responsabilità di fronte alle enormi sfide che ci aspettano nei prossimi anni: ricostruire il tessuto produttivo del Paese è priorità nazionale da coniugare con adeguate garanzie sulla tenuta dei cosiddetti "servizi essenziali", tra i quali ci sono anche i servizi di tutela archeologica.
Se il governo accoglierà i nostri suggerimenti, riusciremo a fornire e rinforzare proprio quelle garanzie di tutela, affiancando ad essi però il necessario accompagnamento (anche alla luce delle convenzioni europee de La Valletta e di Faro) di strumenti utili in materia di valorizzazione, pubblicazione e divulgazione dei risultati del lavoro degli archeologi.
Durante la pandemia l'ANA ha introdotto nel dibattito pubblico un invito alla "solidarietà professionale": un invito cioè a superare gli steccati dei singoli ambiti del nostro settore per provare ciascuno a immedesimarsi nei panni del collega di altro ambito: il professionista a pensare ai problemi del funzionario, il funzionario a ragionare nell'ottica dell'impresa, etc... Quell'appello fu accolto con soddisfazione e raccolto dai diversi mondi dell'archeologia, e questo documento, risultato di un lavoro congiunto di mediazione, è per noi il segno tangibile che quella strada può essere percorsa. E l'immagine retorica che usammo allora, quella di un prato finalmente libero da steccati nei quali i diversi abitanti del prato, distinti per natura (come distinti sono gli ambiti del nostro settore), brucavano la stessa erba abbeverandosi alla stessa fonte, è un obiettivo oggi raggiungibile.
Ognuna delle sigle firmatarie di questo documento mantiene le proprie diversità, che sono risorsa preziosa per evitare artificiali appiattimenti, ma accetta di condividere idee e proposte sulla gestione dello spazio condiviso traguardando l'obiettivo del bene comune di tutto il settore. Speriamo sinceramente che tutto questo sia di buon auspicio per il futuro.

Piano di riforma e investimenti per l'archeologia: scarica qui.

Infografica proposte Recovery Plan - ANA