Pericolo chiusura siti del Sulcis - Iglesiente

Pericolo chiusura siti del Sulcis - Iglesiente

L'Associazione Nazionale Archeologi esprime profonda preoccupazione per la paventata chiusura e il presumibile, conseguente abbandono, dei siti del Sulcis-Iglesiente
(Sirai, Pani Loriga, S. Antioco, Seruci).

La gestione dei cantieri del Sulcis ha rappresentato in questi anni un'esperienza virtuosa, un vero laboratorio per la ricerca, la tutela e la valorizzazione del patrimonio archeologico, in un'area particolarmente difficile, colpita dalla disoccupazione dovuta alla crisi dei comparti industriali e minerari.
In uno spirito profondamente moderno e in linea con le convenzioni internazionali le comunità locali sono state coinvolte nei processi di valorizzazione del patrimonio archeologico, inestimabile fonte di memoria collettiva.
Oggi in un momento particolarmente difficile per la Sardegna e per il Paese, tutto ciò che è stato costruito rischia di disperdersi con gravi ricadute sul territorio e sulla conservazione del nostro patrimonio culturale.

“La Regione Sardegna intervenga con urgenza per tutelare archeologi e lavoratori del comparto - afferma Ivan Lucherini, Presidente ANA Sardegna - Auspichiamo da parte della Regione un ripensamento di un atto sbagliato e politicamente privo di lungimiranza”.

“In un momento come questo, col Paese fermo in attesa di ripartire e le autorità nazionali impegnate a promuovere il turismo di qualità”, afferma Alessandro Garrisi, Presidente Nazionale, “la valorizzazione del patrimonio archeologico non può che rappresentare una strada da percorrere con convinzione a favore delle comunità territoriali e in un’ottica di rafforzamento del turismo culturale sostenibile”.