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L'ANA contro l'aumento dell'aliquota per gli iscritti alla gestione separata INPS
Inserito il 15 maggio 2012 alle 22:38:00 da redazione-ad. IT - Tutte le notizie

Secondo le statistiche il 27% degli archeologi italiani lavora con Partita IVA, con tutto ciò che questo comporta in termini di maggiori oneri previdenziali e minori diritti rispetto ai lavoratori dipendenti.

E' per questo che, insieme ad altre organizzazioni di lavoratori e professionisti, l'Associazione Nazionale Archeologi sostiene una lettera aperta contro un nuovo aumento dell'aliquota per le Partite Iva iscritte alla gestione separata INPS.

Chiediamo meccanismi certi di definizione dei compensi per tutti i lavoratori atipici e le Partite IVA e non ipotesi circoscritte, dilazionate nel tempo e con improbabili effetti sulla reale retribuzione degli attuali precari.

Vogliamo che siano estesi realmente a tutti gli ammortizzatori sociali e non a poche centinaia di individui come sarebbe anche dopo l'approvazione degli emendamenti proposti dai relatori.

LETTERA APERTA

In Italia ci si ostina a negare pieno diritto di cittadinanza a una parte consistente della società: lavoratrici e lavoratori della conoscenza, professionisti del terziario avanzato, dei servizi. Persone che operano nella formazione, nella cura della persona, negli studi professionali, che si occupano del patrimonio culturale, che lavorano nello spettacolo promuovendo l'arte e la creatività.La riforma del mercato del lavoro tradisce una concezione antistorica per la quale i diritti dei lavoratori non possono che passare attraverso un impiego tradizionale di tipo subordinato.

Ma il Governo ritiene che l'unico modo per assicurare diritti a un lavoratore indipendente sia quello di costringerlo a rinunciare alla propria autonomia per approdare al posto fisso. Così si spiega il dibattito stucchevole sul contratto unico o l'atto di fede nei confronti dell'apprendistato professato da ampi settori della società come soluzione unica alla precarietà. Una passione per la subordinazione che stride con una visione dinamica della società, con la valorizzazione delle intelligenze e dell'autonomia, con la capacità di rischiare e con il coraggio di autorganizzarsi. In questo Paese l'indipendenza nel lavoro non viene considerata un valore da premiare ma piuttosto un fenomeno da penalizzare.

E' per questo che abbiamo deciso di opporci con ogni mezzo ad alcune delle misure presentate dal Governo che, se approvate, si riveleranno insostenibili per i lavoratori indipendenti, già fin troppo penalizzati negli ultimi anni. In particolare:

1) Aumento dell'aliquota previdenziale dal 27% al 33%.
Con il pretesto di disincentivare il lavoro atipico, si mette mano ancora una volta nelle tasche dei lavoratori atipici, i meno rappresentati. Ma nonostante negli ultimi 15 anni l'aliquota sia continuamente aumentata, passando dal 10% al 27,72%, il lavoro atipico è esploso fino a superare il milione e mezzo di rapporti. Aumentare i contributi non serve a contrastare gli abusi perché, in assenza di garanzie sui compensi, tali aumenti vengono scaricati su collaboratori e professionisti. Tutto ciò non serve neanche a garantire pensioni dignitose perché i compensi sono troppo bassi e il coefficiente di rivalutazione dei contributi si rivela troppo spesso inferiore al tasso di inflazione. Per i lavoratori a partita IVA, che pagano i contributi da soli, questo aumento rappresenta una vera e propria truffa: versano molto oggi per ottenere pochissimo domani. Le partite IVA iscritte alla Gestione Separata pagano già molto più di tutti gli altri: dei dipendenti che pagano il 9% perché il restante 24% lo versano i datori di lavoro, degli altri lavoratori autonomi iscritti all’Inps che verseranno al massimo il 24% e persino delle imprese! La pretestuosità del provvedimento è dimostrata anche dal mantenimento dei minimali sui valori del lavoro autonomo, dal momento che i contributi raggiungerebbero la soglia dei dipendenti. Non si può infine continuare a consentire all'INPS di rivalersi sugli iscritti al fondo in caso di mancato versamento dei contributi da parte dei datori di lavoro.

2) Lavoratori atipici iscritti alla Gestione Separata dell'INPS fuori da ogni forma di protezione sociale. L'assicurazione sociale ASPI, sbandierata come misura universale, viene negata ai lavoratori atipici. IlGoverno dichiara di voler universalizzare il welfare e poi esclude oltre un milione e mezzo di lavoratori da ogni forma strutturale di assicurazione sociale, aumentando i contributi previdenziali ma non quelli per le tutele sociali.
Per tutti i precari resta poi l'impossibilità di accedere ai fondi per la formazione continua e ai nuovi fondi bilaterali. Di fatto si riducono le coperture per il lavoro subordinato senza estenderne l'accesso agli altri lavoratori. Nella riforma si teorizza che un vero collaboratore o professionista a partita Iva, genuinamente indipendente, non abbia diritto a garanzie sociali in tema di compensi, malattia, maternità, infortunio, formazione, tempi di pagamento, etc.

3) Nessuna misura a garanzia dei compensi dei lavoratori atipici.

Chi opera con lavori atipici, a differenza dei dipendenti, non ha soglie di compensi minimi. Questo incentiva il ricorso agli abusi da parte dei datori che ricorrono al lavoro atipico per risparmiare su compensi e diritti. Per ridurre gli abusi si deve aumentare il costo del lavoro atipico ma tale aumento deve essere sostenuto dai datori e non dai lavoratori! I compensi degli atipici vanno regolati contrattualmente e collettivamente. Dove sono presenti forme di regolazione collettiva tra le parti sociali le distorsioni rimangono sotto soglie fisiologiche, se si lascia invece campo libero il mercato favorisce abusi e sfruttamento.

Per questo vi chiediamo di sostenere questa nostra denuncia e di contrastare in Parlamento la riforma del mercato del lavoro che consideriamo iniqua e dannosa per lo sviluppo del Paese.

Associazione Italiana Design della Comunicazione Visiva
Associazione La Ragione del Restauro
Assointerpreti
Associazione Nazionale Archeologi
Comitato Nazionale Musicoterapia Democratica
Associazione Periti Assicurativi
Associazione Praticanti Legali “Sesto Piano”
Errori di Stampa – giornalisti precari
Federagit-Confesercenti Guide Turistiche
Italian Association of Conservation Scientists
Iva sei partita – Lavoratrici dell'Architettura e dell'Ingegneria
Lavoro & Tecnologia - Telelavoratori
Precari Trasversali
Rerepre - Rete dei Redattori Precari
Strade - Sindacato Traduttori Editoriali
Associazione Difensori d’Ufficio
Associazione professionisti Ambiente e Sicurezza
Associazione Nazionale Ingegneri, Archeologi e Architetti specialisti per il restauro dei monumenti
Coordinamento Lavoratori Broadcasting
Gruppo "Italian Defoult – Il fallimento di una classe dirigente"

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