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| CGIL > LETTERA DELL'ANA A SUSANNA CAMUSSO |
Inserito il 26 giugno 2011 alle 13:31:00 da redazione-gs. IT - Tutte le notizie
Gent.ma Seg. Gen. Susanna Camusso,
come saprà sta circolando in questi giorni l'ipotesi di un ulteriore aumento dell'aliquota previdenziale per gli iscritti al Fondo Gestione Separata dell'INPS, che dovrebbe passare dai 26,72% al 33,72%. L'aliquota negli ultimi dieci anni è già salita dal 12% al 26,72%. L'obiettivo dichiarato in questi anni da parte del mondo politico-sindacale era quello di migliorare le prospettive pensionistiche per chi versava e al contempo di scoraggiare i datori di lavoro a ricorrere alle forme di parasubordinazione. A oltre dieci anni di distanza si può affermare senza alcun dubbio che la scelta di innalzare l'aliquota ha mancato clamorosamente entrambi gli obiettivi: le prospettive pensionistiche, come ha affermato lo stesso Presidente dell'INPS Mastrapasqua, sono da fame perché i compensi medi rimangono da fame; e i rapporti parasubordinati riguardano ormai quasi un milione e mezzo di persone. Come Associazione siamo decisamente contrari a questa ipotesi perché peggiorerebbe ulteriormente la condizione quotidiana dei lavoratori parasubordinati e autonomi, dal momento che in assenza di compensi e tariffe minimi ogni aumento di contributi si traduce inevitabilmente in un'erosione del compenso netto del contribuente. Ed appare sospetta questa ossessiva attenzione da parte del Governo nei confronti del futuro previdenziale dei parasubordinati e delle p. iva senz'albo, quando contemporaneamente si assiste ad una concreta indifferenza rispetto a questioni ben più urgenti che riguardano il presente di centinaia di migliaia di persone, a cominciare da compensi equi, diritto alla malattia, alla maternità, ai congedi parentali, etc. Soprattutto nel pieno di una crisi in cui chi non ha un lavoro stabile, parasubordinato o autonomo, ha visto franare i propri redditi e di conseguenza i propri progetti di vita. In sostanza la misura ipotizzata dal Governo, con la scusa di pensare al futuro dei precari, rischia di essere l'ennesimo espediente per fare cassa sulla pelle dei precari, di cui invece si continua a trascurare l'emergenza del presente. L'Associazione Nazionale Archeologi da qualche anno collabora proficuamente con la CGIL attraverso la Consulta delle Professioni e poco più di un anno fa ha sottoscritto un appello al Governo per scongiurare l'ulteriore aumento dei contributi, soprattutto in assenza di immediate misure a tutela dei compensi e dei diritti. Per questo facciamo appello a Lei e ai responsabili della Consulta delle Professioni affinché la CGIL si impegni senza esitazioni per contrastare ogni ipotesi di aumento dei contributi.
Certi della Sua Attenzione,
Tsao Cevoli Associazione Nazionale Archeologi Presidente www.archeologi.org presidente@archeologi.org
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