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ANA SARDEGNA > CONFERENZA STAMPA
Inserito il 22 giugno 2010 alle 07:56:00 da redazione-ct. IT - Tutte le notizie

Il 16 giugno 2010 si è tenuta una Conferenza Stampa di presentazione della Sezione Sardegna dell'Associazione Nazionale Archeologi.

Riportiamo il Comunicato Stampa a firma del Presidente Regionale ANA Sardegna, dott.ssa Giuseppina Manca di Mores.

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ASSOCIAZIONE NAZIONALE ARCHEOLOGI
SEZIONE SARDEGNA
COMUNICATO STAMPA

L’Associazione Nazionale Archeologi (ANA) è attiva da anni a livello nazionale per il riconoscimento della professione di archeologo, per la tutela dei diritti ad esso legati e per la promozione delle attività oggetto della professione stessa.

La Sardegna è entrata a far parte dell’Associazione nel 2008 costituendo un Comitato che, sin dall’inizio, ha riunito un elevato numero di soci, in continuo aumento e provenienti da varie parti dell’isola.

Il 15 maggio 2010 è stata costituita la Sezione Regionale con l’elezione del nuovo Direttivo e con ampia rappresentanza nel Direttivo Nazionale.

Perché un’Associazione Nazionale Archeologi e, conseguentemente, la doverosa presenza della Sardegna all’interno dell’Associazione?

La professione di archeologo, nonostante tale figura sia ben presente nella realtà del lavoro e persino nell’immaginario collettivo, talvolta purtroppo in modo anche distorto, non è mai stata regolamentata.

Nel Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (D.Lgs. 42/2004) che disciplina in modo approfondito ogni aspetto relativo ai beni oggetto di tutela, non appare mai la parola archeologo né lo si indica come la figura che deve occuparsi dei beni archeologici e delle azioni ad essi relative.

Questo nonostante gran parte del lavoro sia svolto da decenni da professionisti dell’archeologia che operano in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e rapportandosi in autonomia ed in maniera crescente ad enti pubblici e privati.

Solo di recente si è registrata una prima norma di legge mediante il D.Lgs. 163/2006 (Codice degli appalti pubblici) dove all’art. 95 viene stabilito che le attività relative alle indagini di archeologia preventiva devono essere svolte dai dipartimenti archeologici delle Università e dai soggetti in possesso di diploma di laurea e specializzazione in archeologia o di dottorato di ricerca in archeologia.

Alla legge ha fatto seguito (D.M. 60/2009) il regolamento che prescrive la creazione di un elenco di professionisti abilitati da tenersi presso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, al quale attingere per individuare i soggetti aventi i requisiti necessari per svolgere indagini di archeologia preventiva (a quattro anni dall’approvazione della legge e più di uno dall’approvazione del regolamento attuativo, la Direzione Generale per le Antichità, cui spetta l’istituzione e la tenuta dell’elenco, non vi ha ancora provveduto).

Ma oltre a questo primo passo, è indispensabile che venga riconosciuta a livello normativo la definizione del profilo professionale, a tutela non solo dei professionisti, ma anche del patrimonio culturale che deve essere affidato a soggetti in possesso di opportune qualifiche. Per questo motivo l’ANA ha presentato in Parlamento una proposta di legge affinché il profilo professionale dell’archeologo (ma anche quello di archivisti, bibliotecari, demoetnoantropologi e storici dell’arte: ovvero le classiche professioni dei beni culturali) sia inserito all’interno del Codice dei Beni Culturali come già accaduto di recente per i restauratori.

Tale figura centrale deve essere quanto prima ampiamente riconosciuta a livello legislativo e conseguentemente come destinataria di incarichi specifici, affidati in piena trasparenza, e di compensi adeguati al curriculum di studio e alle attività professionali espletate. Tutto questo in piena analogia e consonanza con quanto previsto da tempo per altri professionisti che insieme agli archeologi concorrono alle attività di tutela e valorizzazione dei beni culturali, segnatamente archeologici.

In Sardegna il tema della professione di archeologo e delle problematiche ad esso legate è pienamente sentito per via dello straordinario patrimonio archeologico e per la presenza di molti archeologi formatisi tanto nelle Università del territorio quanto nelle Università non sarde e rientrati nell’isola. Ne è derivato un forte contributo di studio e di professionalità per la salvaguardia e la valorizzazione, fenomeno nuovo e dirompente che negli ultimi 15 anni ha visto un rapporto sempre più costante degli archeologi professionisti con gli Enti Locali.

Per questo motivo la nascita della Sezione Sardegna all’interno dell’Associazione Nazionale Archeologi risponde ad un’esigenza reale, ponendosi come punto di riferimento e di elaborazione propositiva in piena collaborazione con gli altri professionisti, con le istituzioni tutte e in particolare con Università, Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Soprintendenze territoriali, Ministero del Lavoro, Enti locali e territoriali, imprese, associazioni culturali e tutte le forze che interagiscono sul territorio per la salvaguardia e la promozione del patrimonio archeologico isolano.

Dott.ssa Giuseppina Manca di Mores
Presidente ANA Sardegna

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