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ROMA > Comunicato ANA su utilizzo di esuberi nel MiBAC
Inserito il 12 febbraio 2010 alle 01:00:00 da redazione-ct. IT - Tutte le notizie

L’Associazione Nazionale Archeologi esprime il proprio rammarico per l’inappropriato intervento del Ministro per i Beni e le Attività Culturali on. Sandro Bondi sul tema di una riforma generale dell’impianto della valorizzazione e gestione dei Beni Culturali in Italia.

L’ipotesi dell’impiego di insegnanti in esubero in funzione di dirigenti di strutture e di musei propone secondo l’ANA una inutile soluzione a due questioni di profonda gravità, due tra i principali problemi culturali del nostro Paese: l’insufficienza del personale occupato attualmente nelle strutture pubbliche della amministrazione del patrimonio e la crisi occupazionale che accompagna la riorganizzazione del comparto scolastico attuato con la riforma Gelmini.

Tale proposta non costituisce un’efficace risposta alle difficoltà che caratterizzano oggi in Italia il settore dei Beni Culturali: molti degli esuberi sono, inoltre, giovani laureati, specializzati e addottorati che hanno nel corso della propria carriera abbandonato il campo di occupazione dei Beni Culturali per rivolgersi ad un settore di impiego più stabile e meno precario.

Oggi gli ambiti della ricerca, della tutela e della valorizzazione del patrimonio culturale, centrali per la definizione strategica dell’economia e della cultura del Paese, soffrono di forti carenze finanziarie e si trasformano spesso in luoghi di reclutamento arbitrario, non conforme alle più basilari norme in materia di lavoro nonché ai criteri di competenza, trasparenza e merito.

La recente proposta del Ministro Bondi si inserisce in un più articolato piano di riforme che prevede, tra le altre cose, di rafforzare il settore della valorizzazione con l’apertura prolungata dei luoghi della cultura e con un più grande impiego di studenti e tirocinanti nelle strutture museali. Anche in questo caso il responsabile del dicastero dimentica che nel corso degli ultimi anni musei, siti e parchi hanno ridotto gli orari di apertura per assenza di fondi e di personale, il quale non può essere in alcun modo sostituito ed integrato selezionando, non si sa bene come, operatori da altri campi professionali o da ambiti non specializzati.

Su tali questioni l’Associazione Nazionale Archeologi ha in numerose occasioni chiesto un sistema di garanzie per gli operatori e un consistente ampliamento dell’organico delle soprintendenze e degli uffici ad esse collegati, tenuto presente che il concorso pubblico appena espletato risulta del tutto insufficiente a risolvere la condizione di grave carenza di organico degli uffici periferici e centrali del Ministero. Ha proposto, inoltre, di aprire una riflessione di carattere nazionale sulla gestione dei beni culturali nel nostro Paese, coinvolgendo tutte le parti a vario titolo e livello implicate, in una attività di rinnovamento ampiamente e democraticamente partecipata del comparto.

Tuttavia a fronte di una generalizzata crisi occupazionale, in presenza di un alto numero di operatori del settore, molti dei quali attualmente disoccupati, sottoccupati o ripiegati verso altri settori lavorativi, e della necessità di aprire finalmente una fase di concertazione prolungata, meditata ed organica che conduca ad una reale riforma dei termini dell’amministrazione pubblica del patrimonio culturale, il Ministro appare trascurare gli aspetti più evidenti che oggi caratterizzano l’ampio e variegato mondo dei Beni Culturali e permette che ragioni e necessità di carattere finanziario impoveriscano e indeboliscano l’intero comparto.

Da tutto ciò emerge, ancora una volta, la triste consapevolezza che l’attuale classe dirigente del nostro paese non affronta i nodi delle questioni più delicate e non persegue una politica realmente attenta ai Beni Culturali, affidandosi all’improvvisazione e occupandosi tutt’al più della gestione delle emergenze, piuttosto che ponendosi degli obiettivi e programmando interventi di medio e lungo periodo.

Necessitando ormai il settore dei beni culturali nel nostro Paese degli interventi sostanziali e non più rinviabili, l’Associazione Nazionale Archeologi, anche in riferimento alle ipotesi insistentemente in queste settimane circolate sulla stampa di una rinuncia dell’on. Bondi al dicastero attualmente da lui diretto e della nomina di un nuovo ministro, nonché delle altrettanto insistenti voci di una destrutturazione del Ministero stesso, chiede al Ministro per i Beni e le Attività Culturali on. Sandro Bondi di fare immediata chiarezza sulle sue reali intenzioni relative alle dimissioni da una carica e da una responsabilità alle quali evidentemente non appare oggi adeguatamente attento, e sul futuro prossimo della gestione del patrimonio archeologico nel nostro Paese.

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