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ANA > Solidarietà alla Scuola Archeologica Italiana di Atene
Inserito il 05 gennaio 2010 alle 03:13:00 da redazione-ct. IT - Tutte le notizie

L'Associazione Nazionale Archeologi, come già sottolineato in più occasioni, esprime stima e solidarietà alla Scuola Archeologica Italiana di Atene, una delle più prestigiose ed autorevoli istituzioni archeologiche al mondo, per i continui attacchi cui è da qualche tempo sottoposta sia da parte di rappresentanti del mondo politico ed istituzionale, ignari o colpevolmente dimentichi della sua storia e del suo elevatissimo ed insostituibile valore scientifico e culturale, talvolta, come nel caso in oggetto, seguiti acriticamente e semplicisticamente anche da una stampa non sempre sufficientemente documentata e critica.

L'Associazione Nazionale Archeologi auspica che questa istituzione, che da 150 anni costituisce un vanto per l'Italia ed un pilastro per l'intera comunità scientifica italiana ed internazionale, e che ha contribuito a far annoverare gli archeologi italiani tra i pionieri dell'archeologia mondiale, sia messa nuovamente nelle condizioni economiche e materiali di poter proseguire ed anzi potenziare la sua fondamentale missione di ricerca archeologica.

Pubblichiamo dal sito patrimoniosos.it
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Scuola Archeologica d'Atene - Risposta all'articolo sul Corriere di Sergio Rizzo sugli enti inutili

Mail alla Redazione del 1 gennaio 2010

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Gentile dott. Sergio Rizzo,
da anni la seguo e leggo le sue battaglie contro i mali e vizi di questa brutta Italia ma con rammarico scopro sul Corriere di oggi che lei include tra gli enti inutili anche la prestigiosa Scuola Archeologica Italiana di Atene, l'unico istituto archeologico italiano all'estero (altri Paesi come gli Stati Uniti, la Germania, la Francia o la Gran Bretagna hanno istituti archeologici in diversi Paesi del mondo). Lei non è il primo (ci sono anche altri suoi colleghi oltre a diversi onorevoli deputati e senatori) che mostra di essere scarsamente informato. Mi spiace apprendere che lei non presta attenzione neppure agli articoli di suoi validi colleghi che scrivono sullo suo stesso giornale. Tempo fa, infatti, Antonio Ferrari (per caso ha avuto modo di conoscerlo?) dedicò alla Scuola Archeologica Italiana di Atene un articolo a sei colonne in occasione del centenario di questa istituzione nata nel 1909. Nell'articolo Ferrari non solo celebrava la nostra prestigiosa istituzione, ma lamentava i numerosi tagli subìti in questi ultimi anni che hanno messo quasi in ginocchio l'ente, costretto a licenziare alcuni dipendenti ed a ridurre l'attività di ricerca. Eppure il governo francese, per fare solo un esempio, destina alla sua Scuola fondi quindici volte superiori a quello del nostro Governo. Pensi un po' che ci sono alcuni dei maggiori archeologi italiani (ordinari nelle maggiori università italiane) che hanno deciso di insegnare gratuitamente agli allievi della Scuola pur di non far morire quella che resta una grande istituzione di ricerca. E poi posso consigliarle di leggere il libro "Archeologia e Mare Nostrum" di Marta Petruccioli che ha anche una bella introduzione di Sergio Romano? Glielo consiglio per capire il ruolo svolto dall'Archeologia Italiana nel Mediterraneo tra XIX e XX secolo e nello specifico quello della Scuola Archeologica Italiana di Atene. Di recente sono stati pubblicati articoli su Archeo (numero di novembre) e su altri magazine che hanno raccontato la storia dell'Istituto, gli archeologi che l'hanno fondata e quelli che hanno continuato ed ampliato l'attività di ricerca che da 100 anni forma archeologi che hanno coperto ruoli importanti nelle università e nelle amministrazione dei Beni Culturali del nostro Paese. Insomma un minimo di etica professionale imporrebbe di documetarsi e di non affidarsi a rapide consultazioni sul web o, peggio, 'al sentito dire'; eppure bastava fare un colpo di telefono al suo collega Ferrari o chiedere allo stesso De Bortoli che è stato ad Atene un paio di anni fa ed che ho avuto il piacere di conoscere all'Ambasciata d'Italia ad Atene. In quell'occasione abbiamo avuto modo di parlare della Scuola e della critica situazione in cui versa il nostro istituto a causa dei numerosi tagli che rischiano ogni anno di farla morire. Stessa mancanza di etica l'abbiamo notata anche nel suo collega Feltri junior (il figlio del direttore del Giornale), che ha fatto la sua stessa inve ttiva contro gli enti inutili finendo, però, solo per denunciare la propria disinformazione. La Scuola è stata visistata negli ultimi anni da due Presidenti della Repubblica (Ciampi e Napolitano) e da diversi Ministri o semplici onorevoli che hanno apprezzato il lavoro svolto. Tra coloro che hanno avuto modo di fare visita alla Scuola Le ricordo D'Alema, Veltroni, Fassino, Alemanno, Bersani, Amato e altri ancora. Forse grazie all'intervento e alla sensibilità di alcuni di questi la Scuola oggi può continuare la sua attività anche se sempre con difficoltà. La prossima volta che va ad Atene perché non fa visita anche lei alla Scuola per capire da vicino l' "inutilità" di questa istituzione? Questi errori suoi e dei suoi colleghi non solo fanno perdere credibilità a chi li commette ma, peggio, mettono a rischio una delle più importanti istituzioni di ricerca in Italia... con buona pace di chi lotta per la ricerca e per la cultura nel nostro Paese...

Auguri di buon anno
Fausto Longo
Università degli Studi di Salerno

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