Associazione Nazionale Archeologi 
SITO UFFICIALE - OFFICIAL SITE  
www.archeologi.org 
 
  News   
Accesso riservato
Username
Password
Login automatico
  Cerca nel sito
 
i nostri links
COLAP (5387)
Archeonews (44)
 
ARCHEOLOGIA PREVENTIVA: COMUNICATO STAMPA
Inserito il 27 giugno 2009 alle 09:10:00 da redazione-ct. IT - Tutte le notizie

Osservazioni dell’Associazione Nazionale Archeologi in merito alla recente pubblicazione del regolamento sull’archeologia preventiva.

In merito alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del cd. regolamento sull'Archeologia Preventiva (D.M. 60/2009), la cui emanazione era prevista dal Codice dei contratti pubblici del 2006, l'Associazione Nazionale Archeologi ritiene che la legge sull’archeologia preventiva rappresenti una riforma fondamentale nell’archeologia italiana, nella direzione di una più efficace azione di tutela del patrimonio archeologico italiano, capace di conciliare le esigenze della tutela del patrimonio archeologico con quelle dello sviluppo infrastrutturale ed edilizio, segnando il passaggio da una tutela incentrata, fino a tempi recenti, in massima parte sugli interventi di archeologia di emergenza, ad una più innovativa basata sulla conoscenza preventiva e sulla gestione programmata delle risorse archeologiche del territorio.

Per le opere disciplinate dalla legge 11 febbraio 1994, n. 109 e del decreto legislativo 20 agosto 2002, n. 190, infatti, le stazioni appaltanti saranno tenute alla “verifica preventiva di interesse archeologico”, attingendo ad un elenco pubblico istituito presso il MiBAC, cui potranno registrarsi i dipartimenti archeologici delle università e i soggetti in possesso di diploma di laurea e specializzazione in archeologia o di dottorato di ricerca in archeologia.

L’Associazione Nazionale Archeologi accoglie favorevolmente l'istituzione di tale elenco pubblico di soggetti qualificati presso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, in quanto rappresenta un principio importante per la trasparenza degli affidamenti e costituisce una garanzia di qualità a favore dei cittadini, delle amministrazioni pubbliche e delle stazioni appaltanti. Si tratta, inoltre, senza dubbio di un primo passo verso il riconoscimento della figura professionale di archeologo.

Diversi aspetti del provvedimento risultano tuttavia problematici. Innanzitutto l'elenco dei soggetti si riferisce solamente ad interventi pubblici sottoposti al Codice nazionale dei contratti pubblici (D.Lgs 163/06), ovvero alle grandi opere e infrastrutture pubbliche, escludendo una larghissima parte degli interventi archeologici, pubblici e privati, svolti quotidianamente sul territorio nazionale da migliaia di professionisti archeologi, lavori che rischiano di continuare a rimanere in una situazione di confusione e disomogeneità di regole e procedure, soprattutto riguardo ai requisiti formativi e professionali richiesti ai soggetti esecutori e alle modalità di affidamento. Per di più le norme contenute nel nuovo decreto si riferiscono soltanto alla fase preliminare degli interventi (saggi e indagini preventive), e lasciano del tutto irrisolta la regolamentazione delle fasi relative all'assistenza o all'indagine archeologica nel corso dei lavori per la realizzazione delle opere.

Il decreto appena emanato perpetua, dunque, il paradosso tutto italiano per cui, proprio in un paese con una delle più alte densità archeologiche al mondo, il legislatore non riesce ad infrangere il tabù di una esplicita menzione dell“archeologo”, termine in questo caso aggirato con una umiliante menzione di “soggetti”, quasi che in Italia questa professione non avesse neanche il diritto di essere chiamata ufficialmente con il proprio nome, in possesso di determinati requisiti esclusivamente formativi, mentre l’archeologo professionista necessita sia di conoscenze e competenze acquisite nel percorso formativo accademico che di capacità affinate con la concreta pratica professionale.

Il decreto sancisce, inoltre, di fatto la configurazione dei dipartimenti archeologici delle università come attori di mercato. Poiché i dipartimenti universitari usufruiscono in via ordinaria di risorse pubbliche, si pone il problema di come evitare condizioni di disparità di partenza rispetto ai singoli professionisti e che tale prospettiva degeneri in situazioni di sfruttamento di “manovalanza intellettuale" gratuita o sottopagata e incentivi ulteriormente la precarizzazione e vulnerabilità dei ricercatori universitari, mortificandone così la professionalità maturata in anni di studi ed esperienza.

La possibilità di iscrizione all'elenco per i docenti di ruolo e per i ricercatori confermati “ancorché non in possesso dei requisiti indicati negli articoli 4 e 5”, ovvero privi di specializzazione o dottorato, appare, infine, discriminatoria, producendo condizioni di disparità rispetto a coloro i quali non appartengono al personale interno delle università. Tra questi ci sono alcuni tra gli archeologi di più consolidata professionalità, i quali, pur privi (alcuni di essi per una semplice questione generazionale), di specializzazione o dottorato, possiedono un’elevata professionalità, frutto di altre forme di formazione post-laurea e di una pluridecennale esperienza professionale.

In definitiva l’Associazione Nazionale Archeologi ritiene che, seppure la legge sull’archeologia preventiva ed il relativo regolamento rappresentino una riforma fondamentale nell’archeologia italiana, nonché un primo passo nella direzione del riconoscimento e della regolamentazione della professione di archeologo, rimangono tuttavia numerosi aspetti problematici da affrontare e risolvere di concerto con tutti i soggetti operanti nel settore, ivi compresa la necessità di riconoscimento e regolamentazione della professione di archeologo e delle professioni dei beni culturali: temi rispetto ai quali l’Associazione Nazionale Archeologi continua ad auspicare una più completa ed organica riforma.

Proprio per discutere degli aspetti connessi all'archeologia preventiva, il Direttore Generale per l'Archeologia del MIBAC, prof. Stefano De Caro, ha annunciato di recente la costituzione di un gruppo di lavoro comprendente i diversi soggetti coinvolti. Auspichiamo che il Direttore Generale e la dirigenza del MIBAC vogliano ascoltare su questi temi anche le associazioni professionali di archeologi che, come l'Associazione Nazionale Archeologi, costituita con uno Statuto Democratico e dotata di un rigoroso Codice Deontologico, rappresentano migliaia di archeologi professionisti e collaboratori esterni delle Soprintendenze Archeologiche.

Associazione Nazionale Archeologi
La Segreteria Nazionale

Torna indietro | Stampa News | Informa un amico
 
IN EVIDENZA
 
19 luglio 2013
Borsa del Turismo Archeologico
Anche quest'anno l'Ana sarà presente alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, a Paestum dal 14 al 17 novembre 2013. http://www.borsaturismoarcheologico.it
27 novembre 2012
ANA > Tesseramento 2013
ISCRIVITI ALL'ASSOCIAZIONE!!
26 settembre 2011
FIRMA LA PETIZIONE!!
Firma la Petizione per la ratifica della Convenzione europea per la protezione del patrimonio archeologico
 
Copyright © 2005-2008 web ® Associazione Nazionale Archeologi Tutti i diritti riservati   Powered by Arago