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| ROMA > Proposta di legge sul lavoro atipico |
Inserito il 03 febbraio 2009 alle 10:41:00 da redazione-ct. IT - Tutte le notizie
Giovedì 29 gennaio sono state presentate a Montecitorio tre proposte di legge volte a combattere la precarietà del lavoro e ad impedire gli abusi, regolando e tutelando le reali forme di lavoro flessibile e professionale.
Le proposte, frutto di numerosi incontri con le organizzazioni sindacali e le associazioni di categoria, sono state elaborate dal coordinamento dei parlamentari del PD “contro la precarietà e per una flessibilità sicura”, dall’associazione “20 maggio - flessibilità Sicura” e dai Giovani Democratici.
Nel pomeriggio i testi delle proposte sono stati oggetto di approfondimento nel corso di un seminario tenutosi in via sant’Andrea delle Fratte a Roma, alla presenza di parlamentari delle commissioni Lavoro, di esponenti di CGIL, CISL, UIL e UGL e di numerosi rappresentanti delle associazioni di categoria, studentesche e giovanili. Numerosi gli interventi e gli spunti di riflessione, emersi nel corso di un dibattito acceso e molto partecipato.
L’Associazione Nazionale Archeologi, rappresentata dal Direttivo Lazio, oltre a ribadire l’impegno sul fronte della regolamentazione e tutela della professione di archeologo, ha sostenuto l'importanza di portare al centro del dibattito politico le problematiche del lavoro atipico, spesso trascurate dal mondo politico e sindacale a vantaggio delle forme tradizionali di lavoro.
Nell’attuale mondo del lavoro, infatti, la maggior parte degli archeologi, in quanto lavoratori cosiddetti atipici (parasubordinati, titolari di partita IVA, etc.) è sottoposta ad un regime fiscale e previdenziale oltremodo penalizzante che si traduce in inaccettabili forme di iniquità sotto il profilo sociale, fiscale e generazionale.
Si presenta di seguito una sintesi per punti delle proposte contenute nei disegni di legge:
Obbligo di contratto scritto per avere più trasparenza in tutti i rapporti di lavoro.
I lavoratori e i datori di lavoro iscritti alla stessa gestione previdenziale devono versare la stessa quantità di contributi. Oggi non è così. Si discriminano alcune fasce di lavoratori e si incentivano le imprese ad abusare delle forme di lavoro per loro meno costose.
Indennità di malattia e congedi parentali per tutti i lavoratori “atipici”. Oggi ci sono fasce di lavoratori che versano i contributi ma non hanno l’accesso alle prestazioni dell’INPS come gli altri.
Poter sospendere la prestazione in caso di malattia, maternità e congedi senza perdere il lavoro. Anche in questo oggi si discrimina tra lavoratori “atipici” che possono godere effettivamente di alcune tutele sociali ed altri, con le stesse modalità di lavoro, a cui vengono negati di fatto gli stessi diritti.
Garanzia delle prestazioni INPS. Se un datore di lavoro non versa i contributi l’INPS si deve rivalere su di lui e non negare le tutele all’incolpevole lavoratore.
Costituzione di un unico fondo per il sostegno al reddito che estenda tutti gli ammortizzatori sociali, compresa la cassa integrazione, a tutti i lavoratori compresi quelli delle piccole imprese e gli ”atipici”.
Eliminazione degli abusi nell’uso dei contratti a progetto. Rendere questa forma di lavoro effettivamente autonoma cancellando le ambiguità che ne consentono oggi gli abusi e facendo costare, tutti i contratti “atipici”, non meno del lavoro subordinato.
Incentivi per i comportamenti virtuosi: incentivare le assunzioni stabili; incentivare il reingresso al lavoro delle lavoratrici dopo la maternità e degli under 50, incentivare le parti sociali a regolare questi rapporti di lavoro nella contrattazione collettiva.
Costituzione di un Fondo per la formazione professionale, accesso al credito, sostegno al reddito e previdenza integrativa. Quella previdenziale in particolare è una priorità che, se non affrontata, porterà agli iscritti alla gestione separata INPS rendimenti bassi e pensioni per lo più al di sotto della pensione sociale.
Riduzione degli abusi e costituire più tutele per le Prestazioni d’Opera individuale con partita IVA, seguendo l’esempio di altri paesi europei;
Nuove regole per i tirocini formativi e le borse di studio.
Di seguito si riportano alcuni dati, raccolti ed elaborati dall'Associazione 20 Maggio – Flessibilità Sicura: - Collaborazioni coordinate e continuative e a progetto 1.566.978 di cui 836.493 a rischio di precarietà; - Prestatori d’Opera con P. IVA e senza albo 224.974; - Collaboratori occasionali 125.000; - Associazione in partecipazione 150.000.
I compensi medi di questi lavoratori sono molto bassi: 15.900 euro annui se si considerano tutti gli iscritti alla gestione INPS ma che, per i collaboratori coordinati e continuativi, si riducono a soli 8.800 € lordi annui.
Il 90% dei lavoratori parasubordinati iscritti alla gestione separata dell’Inps ha un unico committente e il 67,8% può contare su un’unica fonte di reddito e, fra i collaboratori, sono l’84,4% quelli che possono contare solo su quel reddito.
Per prendere visione delle proposte di legge, accedere al materiale informativo o commentare i testi: http://www.tutelareilavori.it
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