|
|
Associazione Nazionale Archeologi
|
SITO UFFICIALE - OFFICIAL SITE
|
|
|
|
| RICERCHE > Ricerca della CGiL su parasubordinati e precari |
Inserito il 02 giugno 2008 alle 03:58:00 da redazione-ct. IT - Tutte le notizie
Secondo l'ultima ricerca dell'Ires-Cgil, in collaborazione con l'Università la Sapienza, sul lavoro parasubordinato, i lavoratori parasubordinati in Italia sono oltre 1,5 milioni, con un aumento del 2,4% rispetto al 2006, 1 milione sono invece gli atipici, in larga maggioranza titolari di contratti di collaborazione (co.co.pro.), mentre sono oltre 830 mila i lavoratori italiani che nel 2007 erano a rischio precarietà.
il reddito medio per i precari è di circa 8.800 euro l'anno. Gran parte dei lavoratori resta "intrappolata" nel lavoro atipico: sei precari su dieci per due anni di seguito e oltre il 37% per tre anni (la ricerca prende in considerazione il triennio 2005-2007).
I precari emergono come un popolo di giovani "ma non troppo". L'età media è infatti di 34 anni e il contratto medio dura circa sette mesi. A livello territoriale la maggiore concentrazione si riscontra in Calabria e nel Lazio, dove sono precari tre parasubordinati su quattro.
Per quanto riguarda i redditi, la ricerca evidenzia come per i precari la media si attesti nel 2007 a 8.800 euro l'anno, con un incremento rispetto al 2005 del 4,8%, pari a 405 euro. Si tratta, sottolinea la Cgil, di un aumento "tanto limitato da impedire il recupero dell'inflazione reale. Ciò indica inequivocabilmente un costante peggioramento delle condizioni economiche".
Dai dati si evince inoltre che il lavoro parasubordinato non rappresenta un "evento passeggero". Le collaborazioni "per essere impieghi temporanei sono decisamente stabili nel tempo - sottolinea la ricerca - l'impressione è di essere di fronte ad una flessibilità contrattuale di lunga durata in cui l'impegno lavorativo, seppur intermittente nel corso dell'anno, è però rinnovato da un anno all'altro".
I casi sono "molto frequenti: sei precari su dieci rimangono nell'impiego atipico per due anni di seguito, e oltre il 37% vi è rimasto per l'intero triennio in considerazione. Si tratta evidentemente di una condizione di intrappolamento nel lavoro flessibile".
"Per affrontare il tema della precarietà - ha sottolineato Filomena Trizio, segretario generale Nidil Cgil - sono necessarie politiche adeguate che sappiano contrastare i fenomeni degenerativi basati su mere convenienze di costo del lavoro. Da qui la necessità e la responsabilità per il nuovo governo di mantenere e rafforzare" l'azione intrapresa nello scorso biennio.
|
Torna indietro | |
|
|
|
|