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| CONVEGNI > MILANO: Professioni senza Albo |
Inserito il 28 marzo 2008 alle 10:32:00 da redazione-ct. IT - Tutte le notizie Referer : Actainrete
I nuovi professionisti autonomi, senza Ordine Professionale né Albo sono in Italia circa un milione. Associazione di Consulenti nel Terziario Avanzato (ACTA) è la prima associazione costituita in Italia per dare rappresentanza a professioniste/i del terziario avanzato come lavoratori autonomi. Il 31 marzo 2008 ACTA organizza un incontro Triennale di Milano con Associazioni di Categoria e rappresentanti del mondo politico, per far sentire le richieste delle categorie.
Triennale di Milano Viale Alemagna 6, Milano 31 marzo 2008, ore 15.45
Per informazioni: ACTA www.actainrete.it; info@actainrete.it
PROGRAMMA >>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
h. 15,30 REGISTRAZIONE DEI PARTECIPANTI h. 15,45 LE ISTANZE DEL NUOVO LAVORO AUTONOMO PROFESSIONALE
Anna Soru - Presidente ACTA, Associazione Consulenti Terziario Avanzato
h. 16.00 LE RISPOSTE DELLA POLITICA Hanno confermato la loro presenza:
Giorgio Benvenuto – Presidente della Commissione Finanze e Tesoro al Senato della Repubblica Italiana
Luigi Casero – Deputato e Responsabile nazionale per l’Economia del PDL
Pietro Ichino – Docente di diritto del lavoro all’Università Statale di Milano e Candidato per il PD
Antonio Palmieri – Deputato e Responsabile Comunicazione elettorale e internet PDL
Intervengono inoltre:
Claudio Antonelli – Presidente Professioni Più, movimento unitario delle professioni
Gianni Lombardi – Coordinatore capitolo freelance ADCI, Art Directors Club Italiano
Arvedo Marinelli – Presidente Associazione Nazionale Consulenti Tributari
Salvo Barrano – Rappresentante Associazione Nazionale Archeologi
h. 17,30 DOMANDE & RISPOSTE h. 18.00 CONCLUSIONI
Alfonso Miceli – Vice presidente Associazione Consulenti Terziario Avanzato
COORDINA: Dario Banfi, giornalista freelance
COMUNICATO STAMPA DI ACTA >>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Nell'evoluzione occupazionale degli ultimi dieci anni emerge il forte sviluppo del nuovo lavoro professionale autonomo. Protagonisti del nuovo lavoro professionale sono grafici, informatici, ricercatori, formatori, pubblicitari, designer, traduttori, archeologi, storici dell'arte, restauratori e più in generale tutta la vasta area di consulenti alle imprese, tutte professioni poco codificate e in continua evoluzione, estremamente sensibili ai cambiamenti del mercato. Nel loro insieme svolgono un ruolo essenziale per lo sviluppo del sistema economico imprenditoriale. E' un fenomeno più presente al Nord e nelle grandi aree metropolitane, perché alimentato dallo sviluppo del terziario avanzato, dalla domanda di flessibilità delle imprese e dalla ricerca di competenze elevate da parte della Pubblica Amministrazione, ma negli ultimi anni la sua diffusione riguarda ormai l’intero territorio nazionale. Quanti sono questi nuovi professionisti autonomi? La difficoltà di presentare dei dati certi è segno della confusione e della mancanza di strumenti di misurazione condivisi, ma anche dell'estrema varietà e variabilità delle condizioni normative e fiscali riferite a questo tipo di attività lavorativa che sicuramente riguarda più di un milione di persone. La lettura prevalente e stereotipata del fenomeno interpreta questi nuovi lavoratori autonomi come dei "dipendenti mancati", costretti a ripiegare su una forma di contratto a tempo o a progetto pur di lavorare. Questa rappresentazione contrasta con una presenza di queste professioni molto più consistente nelle aree forti del Paese, caratterizzate da tassi di disoccupazione minimi, e col vissuto di tanti lavoratori che hanno legato la propria crescita professionale alla pronta risposta ai cambiamenti del mercato, all’apprendimento continuo, alle competenze, alla qualità delle prestazioni e dei servizi. Sotto il profilo previdenziale sono assimilati al lavoro dipendente (il costo previdenziale, in seguito ai ripetuti aumenti in pochi anni è quasi raddoppiato ed è attualmente pari a quello dei dipendenti) senza averne i vantaggi (per es. la gestione separata non prevede la pensione di reversibilità, i contributi di lavoro dipendente versati in regime retributivo sono recuperabili soltanto attraverso il loro trasferimento alla gestione separata in regime contributivo), mentre sotto il profilo fiscale sono assimilati alle imprese e quindi pagano più tasse dei dipendenti (IRAP, addizionale IVA, più basse detrazioni non tax area e per il carico familiare, e allo stesso tempo limitate possibilità di deduzioni fiscali, dato che queste sono state predisposte in funzione della tradizionale impresa manifatturiera ). Il tutto in un sistema di tutele carente, ancora plasmato sulle esigenze del lavoro fordista e fortemente duale (nessuna indennità di malattia e di disoccupazione, nessuna sicurezza nei tempi di pagamento, pensione largamente incerta) e di fatto esclusi dalla formazione pubblica e dalle politiche di incentivazione alle imprese. I passati governi non hanno saputo comprendere il potenziale di cambiamento insito nelle nuove modalità lavorative, e costruire un sistema di welfare e di tassazione equo e capace di interpretare i cambiamenti in atto. Al contrario hanno cercato di ricondurre queste forme di lavoro a modelli organizzativi ormai obsoleti. ACTA (Associazione di Consulenti nel Terziario Avanzato) promuove un incontro con gli esponenti dei principali schieramenti politici per dibattere le istanze di cittadinanza ed equità che questo importante segmento di lavoratori esprime.
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