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| Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali si appresta a cambiare nome |
Inserito il 27 gennaio 2008 alle 18:09:00 da redazione-ct. IT - Tutte le notizie
La proposta di cambiare il nome dell’attuale Ministero per i beni e le Attività Culturali è stato oggetto di una riflessione nel corso della riunione del Consiglio Superiore.
Il Presidente Settis ha portato all’attenzione del Consiglio una lettera del Ministro Rutelli che richiedeva una valutazione seppur informale circa l’idea di cambio di denominazione partendo dalla considerazione che le aree di attività e di competenza dell’attuale Ministero si sono notevolmente ampliate andando oltre i musei, le aree archeologiche le galleria, gli archivi, le biblioteca il cinema e lo spettacolo dal vivo poiché ad oggi ricomprendono il design, la creatività il rapporto con lo sviluppo economiche le nuove tecnologie applicate al settore.
La discussione nata all’interno del Consiglio Superiore che ovviamente non era stato investito per esprimere un parere ha visto la maggioranza dei Consiglieri presenti orientati favorevolmente ad una modifica della denominazione del Ministero privilegiando la formula del “Ministero per la Cultura” e non “Ministero della Cultura”.
Entrambe le denominazioni erano state indicate nella nota del Ministro Rutelli con una preferenza da parte del Ministro per la denominazione di Ministero della Cultura.
Il Segretario Generale della Uil nonché componente dello stesso Consiglio Superiore ha fatto presente che il cambio di denominazione era ovviamente da rapportarsi ad una struttura che ad oggi ha subito ben 4 riforme dopo l’esperienza del Ministero di Spadolini che è durata 32 anni e per questo ha auspicato che anche l’ennesima riforma abbia almeno la possibilità di durare il periodo necessario per capire se funziona anche se si è detto certo che un eventuale nuovo Ministro sicuramente ci rimetterà le mani.
Tuttavia Cerasoli ha espresso la sua convinzione che non bisogna farsi prendere dalla paura di rievocare il Minculpo del regime fascista ma occorre guardare avanti rapportandosi alle nuove aree di competenza del Ministero in una chiave di omogeneità anche di tipo europeo. Per questo ha sostenuto la tesi della validità del possibile cambio di denominazione in Ministero per la Cultura.
(Fonte: UIL Beni Culturali)
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