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| LEGGI > Approvate dal Consiglio dei Ministri le modifiche al Codice dei Beni Culturali |
Inserito il 27 gennaio 2008 alle 17:47:00 da redazione-ct. IT - Tutte le notizie
Con un intervento in estremis prima della caduta del Governo il Consiglio dei Ministri il 25 gennaio 2008 in prima lettura jha approvato un decreto legislativo che apporta diverse modifiche a tutto il Codice dei beni culturali (Dlgs 42 del 2004).
I ritocchi più consistenti sono quelli che interessano il paesaggio. Secondo gli analisti con queste modifiche si mira a recuperare allo Stato delle funzioni che erano state ampiamente delegate alle Regioni dagli interventi legislativi precedenti, per esempio nella pianificazione paesaggistica.
Con le modifiche approvate, il soprintendente torna al centro della tutela del paesaggio. Il suo parere diventa, infatti, sempre vincolante in merito all`istanza di autorizzazione paesaggistica (come nei casi di installazione di cartelloni pubblicitari o quando si tratta di decidere i colori delle facciate delle case nei centri storici e le zone panoramiche).
Questo anche in virtù di ciò che ha detto la Corte costituzionale con la sentenza 367 del 2007, con la quale è stata restituita assoluta centralità allo Stato nella difesa del paesaggio.
L`articolo 131 del Codice, così come modificato dal decreto approvato, recita: «Le norme di tutela del paesaggio, la cui definizione spetta in via esclusiva allo Stato, costituiscono un limite all`esercizio delle funzioni regionali in materia di governo e fruizione del territorio».
Il provvedimento dovrà ora essere esaminato dalle commissioni parlamentari competenti e dovrà ricevere il parere anche della Conferenza Stato-Regioni per poi ritornare a Palazzo Chigi per il sì definitivo.
Tutti questi passaggi dovranno avvenire entro il 1° maggio prossimo, data in cui scade la delega affidata al Governo dalla legge 137 del 2002 per intervenire sulla materia.
L'Associazione Nazionale Archeologi eserciter, anche attraverso la Manifestazione Nazionale di Roma, pressioni sul mondo politico perché nel corso dell'iter legislativo di modifica del Codice dei Beni Culturali vengano accolte anche le istanze della categoria, prima fra tutte il riconoscimento della professione di archeologo, tramite il suo inserimento nel codice stesso.
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