Associazione Nazionale Archeologi 
SITO UFFICIALE - OFFICIAL SITE  
www.archeologi.org 
 
  News   
Accesso riservato
Username
Password
Login automatico
  Cerca nel sito
 
i nostri links
COLAP (4919)
Archeonews (44)
 
ANA > LETTERA APERTA AGLI ARCHEOLOGI ITALIANI
Inserito il 19 gennaio 2008 alle 03:23:00 da redazione-ct. IT - Tutte le notizie

(la lettera è pubblicata sul numero di gennaio 2008 della rivista Archeonews)


ARCHEOLOGI: PERCHE’ OCCORRE MOBILITARSI

Gli archeologi italiani sembrano oggi quasi assuefatti, da decenni, ad una condizione del tutto paradossale: mentre in altri paesi europei, come la Francia, grazie all’adozione di un sistema programmato e integrato di interventi (archeologia preventiva - scavi archeologici mirati - catalogazione, studio e pubblicazione dei ritrovamenti - esposizione e valorizzazione museale) si consegue una ottimale tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico e delle professionalità degli archeologi, velocizzando al contempo la realizzazione delle opere infrastrutturali, in Italia, invece, una vera azione di archeologia preventiva stenta a decollare, a fronte di un’archeologia di “emergenza” che vive di alti e bassi, e di una cronica penuria e di una forte discontinuità di stanziamenti pubblici.

Altrettanto grave è ciò che avviene nel settore museale, dove le professionalità degli archeologi sono continuamente svilite attraverso il sottoinquadramento ed il continuo, sistematico, ricorso e a prestazioni lavorative sottopagate, se non addirittura gratuite.

È sconcertante che proprio il nostro paese, che ospita una delle più alte concentrazioni di beni archeologici e monumentali al mondo, e che vanta di sedere tra le sette potenze più industrializzate del pianeta, tratti il proprio patrimonio culturale ed i professionisti addetti alla sua tutela e salvaguardia come un secondario capitolo di spesa, investendovi intorno allo 0,24% del PIL, a fronte di una media del 3-4 % degli altri paesi europei. Né sembra, nell’immediato, prospettarsi un cambiamento di rotta, nonostante il programma elettorale dell’attuale maggioranza parlamentare prevedesse di arrivare ad una spesa dell’1% del PIL.

Pressoché inesistente resta anche la figura dell’archeologo nelle Amministrazioni locali, che, per inconsapevolezza, inettitudine o colpevole disinteresse, rinunciano di fatto ad attuare quelle azioni di valorizzazione del patrimonio culturale che il Codice Urbani assegna loro ormai da anni, un’altra legge ancora lungi da vedere un’attuazione concreta.

Il mondo del lavoro dell’archeologia in Italia è, dunque, oggi caratterizzato da una estrema frammentarietà e approssimazione degli interventi, da un'assenza di programmazione, e, di conseguenza, da una discontinuità e precarietà di impiego degli archeologi, che ne svilisce la professionalità e li getta in condizioni anche economicamente insostenibili.

Gli archeologi italiani soffrono dell’estrema precarietà di occupazione, dell’assenza di qualsiasi tutela lavorativa, della mancanza di regole trasparenti di accesso agli incarichi professionali.

La maggior parte di questi problemi è riconducibile all’assenza di riconoscimento e di regolamentazione della professione di archeologo, una regolamentazione che la categoria chiede da anni.

Per questo molti archeologi sono costretti a svolgere parallelamente altri lavori oppure, dopo qualche anno, a dover abbandonare la professione di archeologo, per darsi ad altre occupazioni “normali” che, garantiscano stipendio e tutele, prima fra tutte l’insegnamento nella scuola pubblica.

Una riprova di ciò è l’enorme lo scarto generazionale che si registra tra gli archeologi “statali”, essenzialmente soprintendenti ed ispettori, la cui età media è ormai prossima ai 60 anni, e archeologi “di base”, che hanno un’età media intorno ai 30 anni. Nel mezzo, in questi 25 anni, ci sono intere generazioni di archeologi che hanno cambiato lavoro: una situazione che ha causato e continua a causare la perdita di preziose professionalità dal mondo lavorativo, con effetti negativi sulla qualità della tutela e della valorizzazione del nostro patrimonio archeologico.

Insomma in nome del risparmio e per l’assenza di risposte alle richieste degli archeologi e degli altri professionisti dei Beni Culturali, il nostro paese sta, di fatto, rinunciando, più o meno consapevolmente, ad una efficace azione di tutela del territorio e del patrimonio archeologico. Mentre, al contrario, si fanno di anno in anno sempre più insistenti le pressioni a favore di una più o meno evidente privatizzazione dei beni culturali, sempre più allarmanti il definanziamento e il depotenziamento delle strutture pubbliche di tutela, sempre più deboli le ragioni dell’archeologia di fronte ai grandi interessi economici ed imprenditoriali dell’edilizia pubblica e privata.

Occorre, dunque, che oggi l’Italia cambi radicalmente approccio all’archeologia e ai beni culturali, guardando ad essi come ad un settore strategico per lo sviluppo, non solo economico ma soprattutto culturale e civile, del paese.

Il legislatore deve rendersi conto che per garantire nel futuro un’efficace azione di tutela del patrimonio archeologico italiano, un alto livello scientifico non solo ai grandi scavi universitari, ma a tutti gli interventi archeologici sul territorio, per dare il risalto che meritano nel panorama internazionale non solo ai grandi musei e ai grandi eventi espositivi, ma anche ai musei “periferici” – che spesso erroneamente, ammalati di abbondanza, chiamiamo “minori”, ma che ospitano, invece, collezioni da fare invidia alle grandi istituzioni museali straniere - per fare tutto ciò occorre una nuova politica che faccia dei beni culturali una priorità degli investimenti pubblici, e, innanzitutto, occorre dare dignità agli archeologi, tramite il riconoscimento e la regolamentazione della professione.

Le professionalità formatesi in questi anni sul campo, nei cantieri legati ai grandi interventi infrastrutturali sul territorio, nei musei, nelle università e nel settore didattico, non vanno assolutamente disperse. Servono interventi legislativi che regolamentino e favoriscano l’ingresso nel mondo del lavoro dei neo-laureati e dei neo-specializzati in archeologia, ma che parallelamente diano una prospettiva di professionalizzazione e di continuità lavorativa a chi, già da anni, opera bene nel mondo del lavoro, definendo profilo professionale, compiti e mansioni di ciascuno.

Per dare un futuro, anzi un presente, all’archeologia e agli archeologi italiani, OCCORRE APPRODARE IN QUESTA LEGISLATURA, AL PIÙ PRESTO, AL RICONOSCIMENTO E ALLA REGOLAMENTAZIONE DELLA FIGURA PROFESSIONALE DELL’ARCHEOLOGO, occorre stabilire regole trasparenti e univoche per l’attribuzione di incarichi professionali sia agli archeologi singoli che alle società o cooperative, occorre fissare tariffe e compensi professionali adeguati in tutto il ventaglio di profili contrattuali, occorre frenare l’insensata logica delle gare a ribasso, che svilisce professionalità, livelli retributivi e standard operativi degli archeologi, occorre introdurre meccanismi per ammortizzare economicamente i periodi, spesso lunghi e insostenibili, tra la chiusura di uno scavo e l’apertura di un altro, tra un progetto museale e l’altro, e nei quali spesso gli archeologi lavorano, non retribuiti all’attività scientifica di documentazione e studio dei ritrovamenti.

Per avviare questo processo di cambiamento nell’archeologia italiana, l’Associazione Nazionale Archeologi, dalla sua fondazione ad oggi, ha portato con forza queste richieste nelle sedi istituzionali, incontrando diversi esponenti istituzionali di primo piano ed avviando tavoli di concertazione a livello locale e nazionale.

In particolare in questi mesi ha chiesto con insistenza l’istituzione presso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali di una Commissione per la definizione della figura professionale dell’archeologo, composta da esperti del Ministero, delle Università e rappresentanti della categoria; il riconoscimento e la regolamentazione della professione di archeologo tramite l’inserimento di tale figura professionale nel Codice dei Beni Culturali e L’ISTITUZIONE DI UN ELENCO/REGISTRO NAZIONALE DEGLI ARCHEOLOGI PRESSO IL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI, che tenga conto dei titoli, delle competenze e dell’esperienza professionale; il potenziamento delle strutture di tutela del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, tramite un sostanzioso incremento del personale scientifico, assunto con una severa attenzione ai titoli e al livello di competenze scientifiche e professionali richieste dalla funzione da espletare.

Nonostante le diverse trattative in corso sembra, però, che, a fronte dei 3.000 laureati che ormai escono ogni anno dai corsi di laurea in archeologia e in beni culturali, il mondo politico talvolta ancora stenti ad aprire gli occhi su questi problemi.

PER IMPORRE ALL’AGENDA POLITICA DEL 2008 LA QUESTIONE ARCHEOLOGIA E BENI CULTURALI, per approfittare dell’annunciata revisione del Codice Urbani e chiedere che vi siano accolte le richieste della categoria, OCCORRE ORA UNA DIMOSTRAZIONE VISIVA DELLA CONSISTENZA NUMERICA DEGLI ARCHEOLOGI E DEI PROFESSIONISTI DEI BENI CULTURALI, ATTRAVERSO UNA MOBILITAZIONE GENERALE.

Per questo l’Associazione Nazionale Archeologi ha deciso di promuovere nelle prossime settimane una grande pacifica Manifestazione Nazionale a Roma, davanti la sede del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, alla quale invita ad aderire tutte le organizzazioni di categoria e i sindacati, tutte le associazioni sensibili alla tutela dei beni culturali, tutti gli archeologi e tutti gli addetti ai beni culturali.

Occorre, almeno una volta, far sentire forte la nostra voce. Il nostro futuro, ma anche il futuro dell’archeologia e dei beni culturali è, stavolta, nelle nostre mani.

Tsao Cevoli
Associazione Nazionale Archeologi
Presidente

(per aderire alla Manifestazione Nazionale degli Archeologi Italiani a Roma scrivere a: associazione@archeologi.org)

Torna indietro | Stampa News | Informa un amico
 
IN EVIDENZA
 
19 luglio 2013
Borsa del Turismo Archeologico
Anche quest'anno l'Ana sarà presente alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, a Paestum dal 14 al 17 novembre 2013. http://www.borsaturismoarcheologico.it
27 novembre 2012
ANA > Tesseramento 2013
ISCRIVITI ALL'ASSOCIAZIONE!!
26 settembre 2011
FIRMA LA PETIZIONE!!
Firma la Petizione per la ratifica della Convenzione europea per la protezione del patrimonio archeologico
 
Copyright © 2005-2008 web ® Associazione Nazionale Archeologi Tutti i diritti riservati   Powered by Arago