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Associazione Nazionale Archeologi
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| EVENTI > Tavola Rotonda sulla precarietà nei BBCC |
Inserito il 28 ottobre 2006 alle 01:56:00 da redazione-ct. IT - Tutte le notizie
Nell’ambito della settimana dedicata ai diritti dei lavoratori precari, CGIL NIdiL e FILLEA hanno organizzato a Napoli, nell’aula consiliare dell’Amministrazione Provinciale, una Tavola Rotonda sulla precarietà nel mondo del lavoro dei Beni Culturali, con particolare attenzione a due categorie: archeologi e restauratori.
I lavori sono stato aperti dai rappresentanti sindacali presenti, che hanno evidenziato come il proliferare di nuove forme contrattuali “flessibili” abbia creato un mercato prive di regole e di tutele sociali, rubando prospettive professionali ed esistenziali a centinaia di migliaia di persone. In Italia, nel 2005 risultavano oltre 4 milioni di lavoratori precari, inquadrati nelle forme contrattuali più varie: collaboratori coordinati e continuativi e a progetto (1.177.000); collaboratori occasionali (106.000); collaboratori con partita IVA (311.000); persone assunte con contratto di somministrazione (ex interinali 502.000); associati in partecipazione (400.000) e lavoratori a tempo determinato (1.748.000). Dai dati in possesso dei sindacati si scopre inoltre che la precarietà non riguarda solo i giovanissimi, ma tutte le generazioni tra i 30 e i 40 anni.
Invitata a partecipare alla Tavola Rotonda, è intervenuta anche l’Associazione Nazionale Archeologi, che tramite il Presidente ed alcuni membri del Direttivo Nazionale, ha fatto presente le problematiche più scottanti della categoria, prima fra tutte la mancanza di riconoscimento ufficiale in Italia della figura professionale di archeologo per migliaia di professionisti che ogni giorno lavorano nei settori più vari per la ricerca, la tutela e la valorizzazione del nostro patrimonio archeologico.
La mancanza di tale riconoscimento comporta una serie di conseguenze negative: ne vediamo un esempio in un bando pubblicato proprio in questi giorni dalla provincia di Napoli, finalizzato alla catalogazione dei beni naturalistici, storico-artistici e monumentali. Un bando che dimentica completamente il patrimonio archeologico ed i professionisti in grado di gestirlo e valorizzarlo.
Al dibattito erano invitati a partecipare tutti i soprintendenti per le Province di Napoli e Caserta: De Caro, Spinosa, Guglielmi, Nava. Quest’ultima è stata l’unica a presenziare e ad intervenire al dibattito. Con una inattesa presa di posizione ella ha chiesto ad archeologi e restauratori di denunciare con coraggio situazioni di illegalità sui cantieri, lavoro nero e tariffe ad eccessivo ribasso.
Avvicinata in separata sede dai rappresentanti dell’Associazione, il Soprintendente si è mostrato inoltre disponibile ad aprire un dialogo.
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