Sicilia: i dati dell'Osservatorio regionale sulle competenze professionali presentati in un convegno

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il 27 giugno, nella Sala Mattarella del Palazzo dei Normanni a Palermo, si è svolto il convegno promosso da Confprofessioni (Confederazione italiana libere professioni), Adepp (Associazione degli enti previdenziali privati) e Assessorato all’Istruzione e alla Formazione Professionale della Regione Sicilia, nell’ambito del protocollo d’intesa sottoscritto dalle due associazioni con l’assessorato regionale.

L’intesa prevede una serie di iniziative della Regione Autonoma Siciliana per favorire l’attività di aggiornamento professionale, tra cui un bando che metterà a disposizione circa 5 milioni di euro in voucher per l’alta formazione dei professionisti.

Il Convegno è stato l’occasione per presentare i risultati del questionario sui liberi professionisti in Sicilia, al quale ha aderito anche l’Associazione Nazionale Archeologi come membro di Conprofessioni.

Il settore delle professioni in Italia, e in Sicilia in particolare, ha dimostrato un potenziale di crescita rilevante, in controtendenza con gli altri settori lavorativi. Particolarmente interessante è il quadro delle professioni non ordinistiche, tra cui rientra anche quella dell’archeologo. Per quest’ultima sono state rilevate alcune notevoli criticità, quali l'obsolescenza delle competenze dei professionisti e un quadro normativo che non ha ancora adeguatamente recepito le direttive europee in materia di archeologia preventiva, espresse nella convenzione de La Valletta sulla tutela del patrimonio archeologico. Inoltre la sottovalutazione del ruolo dei liberi professionisti da parte delle istituzioni contribuisce a ingenerare un uso distorto del volontariato, per coprire attività che, invece, possono costituire un importante bacino di lavoro per gli archeologi siciliani.

Benché il lavoro archeologico, anche in Sicilia, presenti ormai tutte le caratteristiche del lavoro professionale, manca ancora una consapevolezza di categoria e soprattutto la capacità di fare rete da parte degli archeologi siciliani. Tale capacità è ormai un’esigenza non più rimandabile, per gli archeologi così come per tutte le altre professioni non ordinistiche, in Sicilia e nel resto del Paese.

 

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