NUOVO CODICE DEGLI APPALTI: L'ARCHEOLOGIA PREVENTIVA C'E'!

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Soddisfazione dell'Associazione Nazionale Archeologi per il mantenimento delle norme sull'archeologia preventiva nel nuovo Codice dei Contratti Pubblici, approvato nel corso del Consiglio dei Ministri di oggi, giovedì 3 marzo. “L'art. 25 del nuovo Codice salvaguarda – dichiara Salvo Barrano, presidente dell'Associazione Nazionale Archeologi - uno strumento giuridico fondamentale, presente in tutta Europa, che garantisce la tutela attiva del patrimonio archeologico, consentendo al contempo alle opere pubbliche di viaggiare su binari sicuri in termini di tempi e di costi”.

L'Associazione Nazionale Archeologi da settimane è stata impegnata in un lavoro di costante monitoraggio del testo, anche attraverso l'incontro con gli Uffici del MiBACT. “Diamo atto al Ministro Franceschini e all'Ufficio Legislativo - dichiara Barrano - di aver tenuto fede agli impegni presi sul mantenimento delle procedure di verifica preliminare dell'interesse archeologico. L'eventuale cancellazione avrebbe messo a serio rischio il patrimonio archeologico italiano e riportato il sistema di tutela archeologica indietro di venti anni, con interminabili e costosissimi contenziosi tra stazioni appaltanti e appaltatori, a tutto danno delle opere e soprattutto dei cittadini italiani”. 

Siamo soddisfatti – aggiunge la Vicepresidente Giuseppina Manca di Mores – perchè questo risultato è il primo frutto concreto di un lavoro di coordinamento tra le varie componenti dell'archeologia italiana, che su iniziativa del Presidente del Consiglio Superiore Volpe, si sono riunite a Firenze il 19 febbraio scorso, dando così un segnale di forte compattezza e scongiurando le pericolose pulsioni degli speculatori edilizi”. 

Esprimiamo un giudizio positivo – dichiara il Prof. Paolo Gull, coordinatore del Comitato Tecnico-Scientifico dell'Associazione e massimo esperto di archeologia preventiva – sulla nuova impostazione del Codice dei Contratti che privilegia nelle gare di appalto l'offerta economicamente più vantaggiosa al posto del massimo ribasso, assegnando un ruolo centrale alla qualità della progettazione preliminare e ai professionisti qualificati, introducendo meccanismi di semplificazione delle norme e di accelerazione delle procedure”.

“Il nuovo codice recepisca le novità del Codice dei Beni Culturali sul riconoscimento e sulla qualificazione degli archeologi professionisti, introdotte dalla legge 110/20014. La qualità delle procedure, la qualità dei progetti preliminari, la qualità dei bandi di gara: sono principi che vediamo finalmente sanciti nel nuovo testo e che speriamo siano presto tradotti anche sul piano operativo” conclude così il Vicepresidente Walter Grossi.

 

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