L'Associazione Nazionale Archeologi partecipa ai lavori della commissione ex. art. 10 DM 244/2010

Gli archeologi scendono in piazza - Manifestazione Nazionale ANA 15 Dicembre 2012

Si è riunita oggi la Commissione prevista dall’art. 10 del DM 244 nella quale l’Associazione Nazionale Archeologi, principale associazione di categoria degli archeologi italiani, prima promotrice della Legge 110/2014,  ha rappresentato proposte e istanze degli archeologi emerse nei primi mesi di attività del decreto.

L’ANA, che “promuove, valorizza e tutela in ogni sede la figura professionale dell’archeologo e la sua dignità lavorativa” (Statuto, art. 2.1) ed è l’unica associazione di archeologi italiani che tuteli “l’immagine e gli interessi della categoria professionale” (Statuto, art. 2.2), ha espresso piena soddisfazione per la costituzione della Commissione.

Il nostro impegno”, afferma Alessandro Garrisi, Presidente Nazionale ANA “è nei confronti di tutti gli archeologi, a prescindere dall’ambito lavorativo nel quale sono occupati e a prescindere dall’iscrizione o meno all’Associazione. Teniamo molto al DM 244/2019 e riteniamo che sia uno strumento ampiamente migliorabile, come riconosciuto anche dalla Direzione Generale Educazione e Ricerca, sia negli incontri riservati delle scorse settimane, che pubblicamente alla tavola rotonda organizzata dall’ANA nella sede fiorentina di tourismA”.

Il DM 244/2019”, prosegue Garrisi, “deve servire a regolamentare un settore nel quale per troppo tempo non si è riusciti a tutelare il diritto al lavoro: che è appunto un diritto, non un privilegio. Per anni abbiamo assistito ad una guerra tra poveri interna alla categoria, ma la categoria ha bisogno di solidarietà professionale interna, non di guerre. Il DM è impostato a partire dalla “formazione” degli archeologi, che però è carente proprio sotto gli aspetti professionalizzanti: quando un archeologo lascia gli studi, dopo un ciclo di cinque anni - che ha il dovere di dargli un adeguato bisogno formativo -  ha tutto il diritto di essere messo in condizione di lavorare immediatamente, e non dopo un ulteriore ciclo di formazione. E ricordiamo che la formazione ha costi a carico dello Stato e costi a carico degli studenti: e, dopo aver sostenuto questi costi, è semplicemente inaccettabile – tanto per lo Stato, quanto per gli studenti – che quella formazione non sia sufficiente ad iniziare a lavorare in autonomia. Sono soldi sprecati due volte”.

Per questo l’Associazione Nazionale Archeologi si è assunta l’impegno di rappresentare nella nuova “Commissione Art. 10”  le istanze degli archeologi per un miglioramento dello strumento normativo e per aumentare le garanzie di tutela per i lavoratori archeologi, a prescindere dal loro ambito lavorativo.

 

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