Associazione Nazionale Archeologi su legge di bilancio: no a stabilizzazioni ad personam, si al rispetto di una legge del Parlamento

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Tra gli emendamenti alla Legge di Bilancio 2018, all'interno del cosiddetto “pacchetto cultura”, sono stati inseriti anche 500.000 euro annui per la stabilizzazione della Segreteria Tecnica del Grande Progetto Pompei: in pratica i 16 professionisti (archeologi, ingegneri, architetti) che hanno lavorato per 3 anni con un contratto a collaborazione nella Segreteria del Grande Progetto Pompei saranno assunti a tempo indeterminato nel MiBACT con una mini-selezione ad personas.

"Il tentativo di trovare scorciatoie e corsie preferenziali per poche unità, oltre che umiliante per gli estensori - dichiara Salvo Barrano, Presidente dell'Associazione Nazionale Archeologi - appare offensivo e oltraggioso nei confronti delle centinaia di tecnici che di recente sono stati selezionati attraverso prove durissime durate oltre un anno ma anche nei confronti di coloro che esercitano la professione all'esterno del Ministero. 

L'emendamento approvato in sordina dal Senato appare ancor più miserabile alla luce della reiterata e ormai inqualificabile inadempienza del Ministero e del Ministro Franceschini, che a oltre tre anni dall'approvazione della L. 110/2014, non ha ancora istituito gli elenchi previsti dalla stessa. La legge, che ha introdotto un emendamento al Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (art. 9bis) prevedeva infatti entro febbraio 2015 l'emanazione di un Decreto Ministeriale per la definizione dei requisiti di iscrizione, da concertare anche con le Associazioni Professionali. Un provvedimento che riguarda decine di migliaia di professionisti che aspettano da oltre quarant'anni di vedere riconosciuta la propria professione. Lo stesso Ministro Franceschini nel febbraio 2016 si era personalmente impegnato, dopo le proteste dei tecnici del settore, a firmare il provvedimento entro l'estate dello stesso anno. Evidentemente Franceschini - aggiunge Barrano - ritiene che il contributo e le competenze dei tecnici non meritino la sua attenzione né quella dei suoi Uffici apicali, troppo concentrati sulle estenuanti e continue riforme che hanno di fatto gettato la macchina ministeriale nella confusione più totale, paralizzandone in alcuni casi l'azione.

Comprendiamo che i soldi del Colosseo o del Pantheon facciano più gola del destino professionale di decine di migliaia di professionisti, ma invitiamo Franceschini - conclude Barrano - a dar seguito ad una Legge dello Stato e a mostrare più rispetto nei confronti dei tecnici e degli specialisti. La tutela e la valorizzazione del nostro patrimonio non si fanno solo con gli effetti speciali, le mostre, le passerelle e le campagne mediatiche ma anche attraverso la valorizzazione delle competenze delle figure tecniche che operano nel quotidiano all'interno e all'esterno del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo".

 

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