Decennale

11 Novembre 2005 - 11 Novembre 2015. Circa dieci anni fa centinaia di archeologhe e di archeologi provenienti da tutta Italia si trovarono a lavorare contemporaneamente sugli stessi cantieri, scontrandosi bruscamente con una condizione lavorativa troppo debole e con l'assenza di riconoscimento professionale. Era il 2004 e i cantieri erano quelli dell'Alta Velocità Roma-Napoli. 

Ad aprile di quell'anno si costituì un comitato spontaneo, lanciando un appello a tutte le colleghe e ai colleghi italiani per auto-censirsi e per raggiungere una serie di obiettivi molto ambiziosi: primi tra tutti il riconoscimento e la regolamentazione della professione di archeologo in Italia.

 

 L'appello prevedeva, al termine dell'auto-censimento, la costituzione dell'Associazione Nazionale Archeologidando la possibilità di diventarne soci fondatori a tutti coloro che avessero aderito entro il 31 dicembre 2005; si cercava in questo modo di costruire una casa che, in un processotrasparente, democratico e inclusivo, desse rappresentanza e voce alle archeologhe e agli archeologi italiani, a cominciare da coloro che non lavoravano per la pubblica amministrazione e che non avevano alcuna tutela lavorativa. 

All'appello aderirono in oltre 600 e l'11 novembre 2005 una delegazione di 28 archeologi costituì presso lo studio Montalto di Napoli l'Associazione Nazionale Archeologi. 

 

2005 - Qual era la condizione degli archeologi dieci anni fa?

Nonostante il mercato del lavoro fosse decisamente più vivace rispetto ad oggi, con la realizzazione di numerose opere pubbliche (TAV, METRO C, BREBEMI, etc.), gli archeologi italiani non se la passavano affatto bene: non esisteva alcun riconoscimento della professione, nessuna norma per l'archeologia preventiva, nessun soggetto di rappresentanza che facesse valere le istanze di categoria presso le istituzioni. Invisibili alla legge, invisibili alla società, invisibili a sé stessi: gli archeologi italiani non si conoscevano tra loro, ragionavano in termini meramente individualistici, non si comportavano (e alcuni continuano a non comportarsi) come una categoria professionale. 

 

2005-1015 - Cosa abbiamo fatto in questi dieci anni? 

Riconoscimento

In questi dieci anni, scendendo in piazza con governi di destra, di centro e di sinistra, ci siamo battuti affinché fosse presentata e approvata una legge che desse riconoscimento alla professione all'interno del Codice dei Beni Culturali. Una misura necessaria a stabilire ruoli, competenze, mansioni, doveri. Solo da questi infatti discendono la dignità e i diritti che meritano tutti i professionisti e tutti i lavoratori. Ci siamo battuti per un mercato del lavoro più trasparente, senza liste di collaboratori “ad personam”.

Il 22 luglio 2014 è stato approvata la legge per il riconoscimento (L. 110/2014).

 

Ratifica Convenzione della Valletta

In questi dieci anni, promuovendo una petizione pubblica (http://www.petizionepubblica.it/PeticaoVer.aspx?pi=P2011N14577), ci siamo battuti per la ratifica della Convenzione Europea per la protezione del patrimonio archeologico, affinché la tutela dei beni archeologici fosse applicata su tutto il territorio nazionale, sia per le opere pubbliche che per quelle private.

Il 29 aprile 2015 è stata approvata la legge di ratifica della Convenzione de La Valletta (L. 57/2015).

 

Associazionismo maturo e riconosciuto

In questi dieci anni ci siamo battuti perché anche gli archeologi avessero un'associazione professionale riconosciuta che li rappresentasse all'interno delle istituzioni nazionali e delle amministrazioni locali.

Il 3 giugno 2015, avendo maturato i requisiti previsti dalla legge (L. 4/2013), l'ANA ha presentato richiesta di iscrizione all'elenco delle associazioni riconosciute del Ministero dello Sviluppo Economico. L'ANA collaborerà alla tenuta degli istituendi elenchi di archeologi accreditati presso il MIBACT.

 

Tariffario nazionale di riferimento

In questi dieci anni ci siamo battuti affinché gli archeologi potessero rivendicare retribuzioni e compensi dignitosi, partendo dalla definizione di un tariffario nazionale (http://www.archeologi.org/professione/tariffe.html).

Abbiamo ottenuto che alcune gare fossero sospese, che altre fossero modificate, in alcuni casi le stazioni appaltanti hanno recepito direttamente il tariffario dell'ANA.

 

Osservatorio Bandi, gare e avvisi pubblici

In questi dieci anni ci siamo battuti per contrastare i ribassi indecenti delle gare d'appalto, applicati anche da cooperative e società archeologiche. Abbiamo denunciato pubblicamente sui media nazionali e locali le irregolarità più gravi, portando avanti un silenzioso lavoro di supporto a centinaia di colleghi che ci hanno segnalato anomalie nei bandi, ritardi nei pagamenti, abusi da parte di altre categorie professionali o di funzionari pubblici.

Per questo, dal 2014, abbiamo istituito un Osservatorio Nazionale dei Bandi(http://www.archeologi.org/professione/osservatorio-bandi.html).

 

Buona occupazione

In questi dieci anni ci siamo battuti per chiedere buona occupazione nel settore dei Beni Culturali: nel 2011 abbiamo promosso la manifestazione “Abbracciamo il Colosseo”, chiedendo l'assunzione di tutti gli idonei del concorso nazionale del 2008. Nel 2014 due manifestazioni nazionali per la buona occupazione: #500 no al MIBACT l'11 gennaio e #bastagratis: Cultura è Lavoro il 29 novembre.

Alla fine del 2013 tutti gli idonei del concorso del 2008 erano assunti. Poche settimane fa, dopo le due manifestazioni del 2014, il Ministero ha annunciato un concorso pubblico per l'assunzione di 500 tecnici funzionari a tempo indeterminato.

 

2016-2019 - Cosa vogliamo fare nei prossimi anni?

A marzo prossimo, dopo 10 anni, si svolgerà già il IV Congresso Nazionale dell'ANA. L'ANA continuerà a crescere, si rinnoverà, perderà le foglie ma manterrà ben salde le proprie radici. Questi gli obiettivi che vogliamo raggiungere nei prossimi tre anni:

  • la definizione, con apposito D. M., dei requisiti di iscrizione e l'istituzione degli elenchi previsti dalla L. 110/2014, su cui il Ministero è ancora gravemente inadempiente;
  • l'emanazione, con apposito D. M., delle linee guida dell'archeologia preventiva, su cui il Ministero è ancora gravemente inadempiente;
  • la nascita di un coordinamento degli archeologi per dare maggiore forza, rappresentanza e incisività all'archeologia italiana e per la definizione di un codice deontologico condiviso dalla categoria, ancorato ad un tariffario nazionale di riferimento;
  • il ripristino dei tariffari professionali, rendendone obbligatoria l'adozione da parte delle Stazioni Appaltanti come base per le gare nell'ambito dei lavori pubblici

 

Perché dare fiducia all'ANA

Negli ultimi dieci anni abbiamo posto le condizioni per rendere più forte la professione dell'archeologo e più dignitosa la condizione lavorativa. Non abbiamo la presunzione di attribuire a noi tutto il merito dei risultati fin qui raggiunti ma possiamo dire con orgoglio di aver fatto la nostra parte fino in fondo e di aver contribuito in maniera decisiva al raggiungimento di essi. Lo abbiamo fatto con decisione, con determinazione, con generosità. Alcuni hanno collaborato, molti altri hanno remato contro, ma i risultati sono arrivati lo stesso.

 

Ma va anche riconosciuto che la condizione delle archeologhe e degli archeologi italiani è migliorata più sulla carta che in maniera concreta. L'approvazione di una legge in Parlamento non si traduce automaticamente in un migliore trattamento economico o in una migliore considerazione del proprio ruolo nella società. Per questo continueremo ad impegnarci nei prossimi anni per rendere effettivi e tangibili i risultati raggiunti, che altrimenti rischiano di rimanere solo sulla carta. E' per questo che abbiamo bisogno e chiediamo la fiducia e il sostegno delle archeologhe e degli archeologi italiani!

 

Con il riconoscimento professionale, la legge sull'archeologia preventiva, la ratifica della Valletta, abbiamo ottenuto più di quanto gli archeologi italiani avessero ottenuto nei cinquant'anni precedenti: adesso abbiamo la forza per puntare insieme all'obiettivo più importante: il lavoro e la buona occupazione nell'archeologia italiana. Il bello arriva adesso!

 

 

Salvo Barrano

Associazione Nazionale Archeologi

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