V Congresso ANA - nuova sede ROMA

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Comunicazione del Presidente Nazionale Salvo Barrano, a tutti i soci dell'Associazione Nazionale Archeologi.
Oggetto: V Congresso Nazionale , nuova sede ROMA

Gentili soci,

in adempimento agli obblighi statutari e al mandato ricevuto dal Direttivo Nazionale nella riunione del 17/11/2018, acquisita la constatazione del comitato organizzatore del V Congresso Nazionale dell'ANA presso Matera, riguardo criticità relative al sistema di accoglienza, cura e logistica per il grande numero di delegati previsto, nel corso della riunione della Segreteria Nazionale svoltasi a Roma il 12/02/2018, considerata l’esigenza di dare pieno adempimento al mandato del Direttivo Nazionale (“Viene dato mandato al Presidente di convocare il V Congresso Nazionale entro maggio 2019”), valutate diverse opzioni alternative, il V Congresso Nazionale dell’Associazione Nazionale Archeologi si svolgerà a Roma piuttosto che a Matera.

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Tourisma 2019

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Anche quest'anno presso TourismA 2019, il Salone dell’Archeologia e del Turismo Culturale, che si terrà a Firenze al Palazzo dei Congressi dal 22 al 24 febbraio 2019, sarà presente l’Associazione Nazionale Archeologi, che si avvia a grandi passi verso il suo V Congresso Nazionale, il 13 Aprile prossimo.

Come di consueto l’Associazione sarà presente in una duplice veste di espositore e comunicatore: i membri della Sezione regionale Toscana vi accoglieranno tutti i giorni presso lo stand dedicato ad ANA, animato da con una serie di iniziative ed incontri, mentre il Presidente Salvo Barrano aprirà e modererà l’evento che ANA ha organizzato per la mattina di sabato 23 febbraio.

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"Tu chiamali, se vuoi, volontari. Ordinaria cronaca dell'uccisione del professionismo"

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08-02-2019

"Tu chiamali, se vuoi, volontari. Ordinaria cronaca dell'uccisione del professionismo"

La Direzione Generale Archeologia, Belle arti e Paesaggio ha pubblicato un nuovo bando che è l'ennesimo schiaffo in faccia ai professionisti italiani del settore dei Beni Culturali: anziché reclutare, attraverso idonea procedura di selezione, personale retribuito, il MiBAC sceglie la strada, divenuta ormai una pericolosa e lesiva abitudine, del volontariato e del lavoro a basso costo, celato  dietro la prestazione d'opera di non meglio precisate associazioni di volontariato senza scopo di lucro.
 

Ancora una volta il Ministero sceglie una scorciatoia per far fronte ai agli endemici buchi di organico, con espedienti che risolvono, semmai, i problemi a breve termine, ma che sulla lunga distanza si dimostrano inefficaci e privi di continuità scientifica, programmatica e occupazionale.

E' amaro constatare che, nonostante ormai da un triennio i numeri confermino la crescita di visitatori e fruitori dei BBCC, continui a mancare nel MiBAC stesso un piano ben preciso di gestione delle risorse umane e professionali necessarie all'esercizio della tutela e della fruizione del patrimonio culturale.

E' inaccettabile continuare a vedere mortificati i professionisti e strangolata l'occupazione, in un Paese che ha fame di cultura e di lavoro.
E, ricordiamolo sempre, la cultura è lavoro!

Non è accettabile che le università e i centri di ricerca continuino a formare da decenni tecnici e professionisti che poi verranno reclutati per attività specialistiche a costo zero o a rimborso di 6,87 euro l'ora, come nel caso specifico.

Anche sul piano giuridico il bando (presente in forma pubblica per poche ore su internet, e poi sparito dalla pubblica disponibilità) solleva palesi incongruenze, poiché in esso si fa riferimento ad associazioni che devono possedere esperienza almeno triennale nel settore della tutela del patrimonio culturale, andando in palese contrasto con l'art 4 del "Codice dei Beni Culturali" (D. Lgs. 42/2004) che esplicita chiaramente che la tutela è esercitata in via esclusiva dal MiBAC, al massimo con il concorso degli Enti Pubblici, ma non soggetti con ordinamento giuridico differente e privato, come le associazioni.

L'Associazione Nazionale Archeologi ritiene quindi opportuno, per una corretta tutela di tutto il patrimonio culturale mobile ed immobile, che venisse esteso anche alle attività di catalogazione ed inventariazione quanto espresso nella circolare della stessa Direzione Generale, Circolare DG 4/2019, che nello specifico vieta categoricamente ai volontari l'accesso alle attività di scavo archeologico: sarebbe un bel modo per riconoscere così pari dignità scientifica e professionale alle attività extra scavo.

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