Governo Conte bis: I Beni Culturali tra i temi al centro della nuova agenda politica del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Gli auspici dell'Associazione Nazionale Archeologi.

Leggi tutto...

L’Associazione Nazionale Archeologi accoglie con favore l’intenzione espressa dal Presidente del Consiglio incaricato, Giuseppe Conte, di inserire tra i temi al centro dell’agenda politica del prossimo governo la valorizzazione dei Beni Culturali, la quale, nel solco della tradizione nazionale, andrà coniugata con interventi di uguale intensità destinati alla tutela e alla fruizione del medesimo patrimonio. 

Le Convenzioni Europee di La Valletta e di Faro offrono già una strada da percorrere per l’azione dei prossimi anni ma solo a patto che trovino un concreto riscontro politico nei provvedimenti e nelle azioni delle istituzioni repubblicane, da indirizzare in primo luogo al miglioramento delle condizioni lavorative dei tanti operatori del settore.

Avendo assistito, negli ultimi cinque anni, prima all'approvazione di una riforma del sistema dei Beni Culturali in Italia (c.d. Riforma Franceschini) e poi ad una rapida nuova riforma con il rafforzamento particolare di alcuni settori del Ministero, auspichiamo che il prossimo governo esprima, nell’ambito delle politiche del patrimonio, interventi di complemento utili e necessari a perseguire quell’equilibrio che riteniamo fondamentale   per garantire a tutto il comparto la stabilità basilare per lo sviluppo di una progettualità di medio e lungo periodo, evitando il “piccolo cabotaggio” al quale siamo da troppo tempo abituati.

 

 

 

 

 

Referenza fotografica: http://www.governo.it/it/media/il-presidente-conte-reggio-calabria-il-consiglio-dei-ministri/11426

Autonomia delle regioni a statuto ordinario. Problematiche di “tutela” e “valorizzazione”.

Leggi tutto...Sono attualmente all’esame del governo nazionale le proposte di autonomia differenziata presentate da tre regioni: Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto

Si nota subito dall’analisi delle proposte formulate dalle tre regioni che in tema di materie attinenti ai beni culturali e paesaggistici non c’è uniformità di azione politica tra i diversi enti regionali, e che gli obiettivi perseguiti sono radicalmente diversi. 

Mentre la Regione Emilia-Romagna si concentra su richieste che riguardano unicamente la valorizzazione dei beni culturali (in una forma peraltro già compatibile con le normative vigenti, in primis la Costituzione della Repubblica ed il Codice dei Beni Culturali), le Regioni Lombardia e, in maniera ancora più marcata, Veneto, avanzano richieste anche in materia di tutela. Si tratterebbe di spostare dallo Stato alle Regioni competenze chiave per la tutela del patrimonio culturale del paese: le soprintendenze diverrebbero enti pubblici regionali sottratti al controllo e alla supervisione nazionale, possibilmente caratterizzati (come già oggi avviene ad esempio in Sicilia) da una forte mutevolezza politica in ragione delle alternanze nel governo della Regione. 

Non convince affatto l’opportunità di stralciare la custodia dei beni culturali e paesaggistici dalla "tutela" della Costituzione e delle normative nazionali, che garantiscono su scala nazionale uniformità di azione di tutela, coerente negli intenti e unica nella sua definizione e nei valori perseguiti in tutto il paese. Tante volte in questi anni il Ministero e i suoi organi periferici hanno costituito un baluardo a difesa del territorio, contro operazioni speculative finalizzate alla cementificazione e alla distruzione del paesaggio storico e del patrimonio culturale in esso contenuto: sarebbe gravissimo che si venisse a creare una sorta di conflittuale dualismo tra il governo nazionale e l'amministrazione regionale nelle operazioni di tutela, che potrebbero assumere forme diversificate di regione in regione rendendo irrealizzabile qualsiasi possibilità di equità di trattamento nelle azioni a difesa del patrimonio della nazione e del suo paesaggio. 

Auspichiamo quindi una ferma posizione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali”, afferma Alessandro Garrisi, Presidente dell’Associazione Nazionale Archeologi, “e chiediamo al Ministro Bonisoli di difendere in Consiglio dei Ministri la tutela centralizzata al livello dello Stato della materia dei Beni Culturali e del Paesaggio: si tradirebbe la funzione stessa del Ministero qualora si accettasse che la tutela del patrimonio fosse frammentata in molteplici (e diversificate) normative ed iniziative regionali”.

A proposito delle recenti modifiche del Codice degli Appalti dello "Sblocca cantieri" e le procedure di affidamento

Leggi tutto...

L'Associazione Nazionale Archeologi esprime soddisfazione per la recezione di modifica proposta all'art. 46 comma 1, lettera a) del Codice degli Appalti (così come modificato dall’art. 1, comma 20, lettera i), dello "Sblocca Cantieri" (Legge n. 55/2019).

L’ANA ha partecipato alla Commissione per la stesura di questo e di altri decreti (D.M. 154/2017), fin dal 2016, presentando numerose osservazioni e testi alternativi.

Recentemente audita come unica associazione di categoria degli archeologi, lo scorso 28 marzo 2019, per esprimere un parere tecnico in merito alle modifiche inerenti il "Regolamento sugli appalti pubblici di lavori riguardanti i Beni Culturali tutelati" (D.M. 154/2017) che interviene sul DLgs 50/2016, in particolare proponevamo, tra le diverse modifiche necessarie, quella dell'art. 46 comma 1, lettera a), inerente gli operatori economici per l'affidamento dei servizi, fino adesso paradossalmente precluso agli archeologi. Con la nostra proposta di modifica, recepita nell'art. 1, comma 20, lettera i) dello "Sblocca cantieri" è stato modificato così il testo: “i) all'articolo 46, comma 1, lettera a), dopo le parole: "vigente normativa" sono aggiunte, in fine, le seguenti: "gli archeologi"; per tanto il testo integrato viene così ad essere il seguente:

" Art. 46. (Operatori economici per l’affidamento dei servizi di architettura e ingegneria)

1. Sono ammessi a partecipare alle procedure di affidamento dei servizi attinenti all’architettura e all’ingegneria:

a) i prestatori di servizi di ingegneria e architettura: i professionisti singoli, associati, le società tra professionisti di cui alla lettera b), le società di ingegneria di cui alla lettera c), i consorzi, i GEIE, i raggruppamenti temporanei fra i predetti soggetti che rendono a committenti pubblici e privati, operando sul mercato, servizi di ingegneria e di architettura, nonché attività tecnico-amministrative e studi di fattibilità economico-finanziaria ad esse connesse, ivi compresi, con riferimento agli interventi inerenti al restauro e alla manutenzione di beni mobili e delle superfici decorate di beni architettonici, i soggetti con qualifica di restauratore di beni culturali ai sensi della vigente normativa; gli archeologi;"

Si riportano di seguito alcuni link inerenti le audizioni di ANA in materia:

1. http://www.archeologi.org/comunicati-stampa/regolamento-appalti-pubblici-beni-culturali-associazione-nazionale-archeologi-convocata-per-parere-tecnico.html

2. https://agcult.it/a/7205/2019-04-02/appalti-pubblici-beni-culturali-associazione-archeologi-convocata-per-parere-tecnico

3. http://www.archeologi.org/comunicati-stampa/nuovo-codice-degli-appalti-l-archeologia-preventiva-c-e.html

4. http://www.archeologi.org/comunicati-stampa/archeologia-preventiva-il-consigliere-carpentieri-assicura-il-mibact-e-lo-stesso-ministro-presidieranno-sul-mantenimento-delle-procedure-nel-nuovo-codice-degli-appalti.html

 

Pagina 2 di 66

 

Nuova Convenzione ANA

Elenco Archeologi Professionisti

Osservatorio Bandi

Copertura assicurativa

Il sito web dell'Associazione Nazionale Archeologi utilizza cookie tecnici per garantire il corretto funzionamento delle procedure e migliorare l'esperienza di uso delle applicazioni online. Il sito utilizza cookie di terze parti (Google Analytics, Facebbok, Twitter) mentre NON utilizza cookie di profilazione ai fini di invio di messaggi pubblicitari mirati. Proseguendo nella navigazione del sito si presta il consenso all’utilizzo dei cookie. Maggiori informazioni