Massimo Osanna nuovo Direttore Generale dei Musei. Le congratulazioni dell'Associazione Nazionale Archeologi

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L’Associazione Nazionale Archeologi rivolge un sincero in bocca al lupo a Massimo Osanna per il nuovo incarico di Direttore Generale Musei presso il MiBACT:
un riconoscimento alle capacità di un archeologo, socio onorario ANA dal 2006, che ha saputo lasciare il segno del suo operato.

Nel 2014 fu il Ministro Bray a volerlo al Parco Archeologico di Pompei: allora Osanna venne percepito come “esterno” rispetto al mondo MiBACT, ma a Bray fu sufficiente ricordare il curriculum scientifico di Osanna e i suoi studi condotti proprio su Pompei per sostanziare una scelta che negli anni successivi si rivelò, a conti fatti, corretta.

Anche in questa nuova nomina alla Direzione Generale Musei Osanna arriva da “esterno” rispetto ai ranghi MiBACT, portando però con sè una notevole dote di esperienza ottenuta in questi ultimi sei anni di conduzione del Parco di Pompei.

Auguriamo il meglio a Massimo Osanna alla guida della DG Musei”, dichiara Alessandro Garrisi, Presidente dell’Associazione Nazionale Archeologi, “sperando che i risultati di una gestione ottimale del suo nuovo ufficio abbiano ricadute concrete sul mondo del lavoro degli archeologi a vario titolo impegnati nelle reti museali locali, dai grandi musei nazionali ai meno noti musei civici. Nella missione della DG Musei sono comprese il sostegno alla “nascita di reti territoriali col coinvolgimento di diversi attori, nell’ambito delle loro competenze, al fine di valorizzare pienamente il “museo diffuso” che caratterizza il paesaggio culturale italiano” e la promozione di “innovativi sistemi di gestione, anche partecipata, dei musei e dei luoghi della cultura”. Ricordando i numerosi professionisti che l’Italia ha formato e che sono attivi nel campo della valorizzazione del patrimonio, ci auguriamo che Massimo Osanna sappia trovare il dovuto equilibrio tra lavoro professionale e coinvolgimento delle comunità territoriali al fine di preservare l’eredità culturale collettiva”. 

Pericolo chiusura siti del Sulcis - Iglesiente

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L'Associazione Nazionale Archeologi esprime profonda preoccupazione per la paventata chiusura e il presumibile, conseguente abbandono, dei siti del Sulcis-Iglesiente
(Sirai, Pani Loriga, S. Antioco, Seruci).

La gestione dei cantieri del Sulcis ha rappresentato in questi anni un'esperienza virtuosa, un vero laboratorio per la ricerca, la tutela e la valorizzazione del patrimonio archeologico, in un'area particolarmente difficile, colpita dalla disoccupazione dovuta alla crisi dei comparti industriali e minerari.
In uno spirito profondamente moderno e in linea con le convenzioni internazionali le comunità locali sono state coinvolte nei processi di valorizzazione del patrimonio archeologico, inestimabile fonte di memoria collettiva.
Oggi in un momento particolarmente difficile per la Sardegna e per il Paese, tutto ciò che è stato costruito rischia di disperdersi con gravi ricadute sul territorio e sulla conservazione del nostro patrimonio culturale.

“La Regione Sardegna intervenga con urgenza per tutelare archeologi e lavoratori del comparto - afferma Ivan Lucherini, Presidente ANA Sardegna - Auspichiamo da parte della Regione un ripensamento di un atto sbagliato e politicamente privo di lungimiranza”.

“In un momento come questo, col Paese fermo in attesa di ripartire e le autorità nazionali impegnate a promuovere il turismo di qualità”, afferma Alessandro Garrisi, Presidente Nazionale, “la valorizzazione del patrimonio archeologico non può che rappresentare una strada da percorrere con convinzione a favore delle comunità territoriali e in un’ottica di rafforzamento del turismo culturale sostenibile”.

L'Equo Compenso è legge anche in Toscana.

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Il Consiglio Regionale della Toscana ha approvato di recente la Legge sull’Equo Compenso (Legge 5 giugno 2020, n. 35 recante "Disposizioni per la tutela delle prestazioni professionali rese a favore dell’amministrazione regionale e locale e della committenza privata nell’ambito di procedimenti amministrativi. Modifiche alla L.R. n. 73/2008").

Gli esiti di tale provvedimento riguarderanno tutti i servizi professionali erogati dai professionisti per conto della Regione Toscana e dei suoi enti dipendenti, delle aziende del servizio sanitario regionale, nonché da tutti gli enti locali, e parimenti  le istanze presentate da parte di privati cittadini e dalle imprese. Ai professionisti sarà dunque assicurato l’equo compenso sulla base di parametri prefissati da decreti ministeriali e relativi alle varie professioni: le prestazioni, infatti, dovranno essere remunerate in proporzione alla quantità, alla qualità e al contenuto del lavoro svolto, con termini certi per il pagamento dei compensi pattuiti, e l’adempimento delle obbligazioni assunte.

"L’approvazione della Legge Regionale sull’Equo Compenso è un passo importante per la tutela della professione, compresa quella archeologica " dichiara Giuseppe Clemente, presidente della regionale dell'ANA Toscana, che prosegue: "Da questo momento in poi le stazioni appaltanti saranno chiamate a controllare il rapporto tra la quantità e la qualità del lavoro svolto e il compenso del professionista. Spero che questo costituisca il primo passo per cancellare i compensi non dignitosi che in molti casi ancora oggi vengono date ai professionisti archeologi nella nostra regione"

 

 

Referenza:
https://www.toscana-notizie.it/-/equo-compenso-per-i-professionisti-il-consiglio-approva%C2%A0la%C2%A0legge

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