Archivi e biblioteche chiuse. Gli archeologi italiani scrivono al Ministro Manfredi

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L'Associazione Nazionale Archeologi ha scritto  al Ministro Gaetano Manfredi
per esprimere forte preoccupazione per il perdurare della chiusura al pubblico di biblioteche e archivi di università e istituti dipendenti dal Ministero dell'Università e della Ricerca.

Tale chiusura determina evidenti limitazioni allo studio e alla ricerca che da questa situazione conseguono, ma non meno evidenti sono gli impedimenti allo svolgimento dell’attività professionale anche per tanti professionisti, tra i quali certamente gli archeologi, che a vario titolo utilizzano lo strumento del patrimonio librario e documentario delle università e istituti di cultura italiani quale imprescindibile strumento a supporto della propria attività lavorativa.

Per queste ragioni l'ANA ha inoltrato richiesta al Ministro affinché riapra al pubblico le biblioteche e gli archivi universitari, anche nei mesi estivi, nel pieno rispetto delle procedure di contrasto alla diffusione del Coronavirus mediante le indicazioni fornite dal Ministero della Salute.

Di seguito il testo integrale della nostra lettera:


                                                                                   Ministero dell’Università e della Ricerca                                                                                                                                 Alla c.a.
                                                                                                                         Sig. Ministro
                                                                                                                 Gaetano Manfredi                                                                                                      segreteria.ministro@miur.it

                                                                                                                                   E p.c.
                                                                                    Ministero dell’Università e della Ricerca
                                                                                                               Ufficio di Gabinetto
                                                                                     mur.gabinetto@postacert.istruzione.it

Oggetto: Apertura biblioteche e archivi presso università e istituti universitari e di cultura.

Gentile Ministro, Le scrivo per esprimerLe forte preoccupazione per il perdurare della chiusura al pubblico di biblioteche e archivi di università e istituti dipendenti dal Suo Ministero. Sono evidenti le limitazioni allo studio e alla ricerca che da questa situazione conseguono, ma non meno evidenti sono gli impedimenti allo svolgimento dell’attività professionale di tanti professionisti, tra i quali certamente gli archeologi, che a vario titolo utilizzano lo strumento del patrimonio librario e documentario delle università e istituti di cultura italiani quale imprescindibile strumento a supporto della propria attività lavorativa. Con la presente desidero quindi presentarLe richiesta di riapertura al pubblico delle biblioteche e archivi universitari, anche nei mesi estivi, nel pieno rispetto delle procedure di contrasto alla diffusione del Coronavirus mediante le indicazioni fornite dal Ministero della Salute.

Distinti Saluti Roma,
15/07/2020
Alessandro Garrisi
Associazione Nazionale Archeologi
Presidente Nazionale

La Soprintendenza che dimentica gli archeologi: storie di Sardegna

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L'Associazione Nazionale Archeologi ha scritto alla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Sassari e Nuoro per richiamare l'attenzione della Soprintendenza sulla formulazione di alcune criticità riscontrate nell'avviso pubblico per la formazione di un elenco di soggetti idonei per il conferimento di incarichi professionali per servizi di ingegneria e architettura di importo inferiore a 100.000 euro.

In particolare riguardo all'art. 2 dell’Avviso in oggetto, riteniamo sia  necessario specificare con precisione le attività riservate a figura professionale di archeologo, ai sensi della Legge 110/2014 e suo decreto attuativo DM 244/2019, per l’affidamento di servizi e prestazioni previsti e normati dal D. Lgs 50/2016 (Codice dei Contratti). L'art. 2 dell’Avviso, infatti ,elenca tra le tipologie di incarico: le nn. 2 e 13, che sono riservate esclusivamente ad archeologi in possesso di titoli e requisiti di I fascia ai sensi della Legge 110/2014 e del suo decreto attuativo DM 244/2019; e si rammenta che le nn. 6, 8, 12 e 16 possono essere svolte anche da archeologi di I fascia (ai sensi della Legge110/2014 e del suo decreto attuativo DM 244/2019 sopra citati), dietro applicazione del principio della prevalenza, della sussistenza e della competenza della tipologia di incarico.

Si evidenzia inoltre la necessità di correggere i requisiti di ammissione di cui all’art. 3:
gli archeologi sono professionisti previsti dall’art. 46, comma 1,, lettera a), del D. Lgs. 50/2016, ma in quanto professione normata attraverso la Legge 4/2013 non hanno necessità di iscrizione ad albi per svolgere la propria professione.

"Emerge con evidenza il carattere discriminatorio del requisito richiesto, che va quindi eliminato in ottemperanza alla vigente normativa nazionale ed europea" dichiara Alessandro Garrisi Presidente Nazionale ANA, che continua "Si ritiene inoltre opportuno che le pubbliche amministrazioni citino correttamente le normative nazionali, e per questo ci aspettiamo che la Soprintendenza di Sassari e Nuoro modifichi il testo del suo avviso pubblico,  facendo esplicita menzione degli “archeologi” tra i “Soggetti aventi titolo” di cui all’art. 1 dell’Avviso: un diritto che la categoria si è guadagnata sul campo e che gli è riconosciuto dalla legge".

Poco più di un anno fa infatti la Legge 55/2019 modificava l’art. 46 del Codice dei Contratti garantendo agli archeologi il diritto di partecipare alle procedure di affidamento di servizi attinenti all’architettura e all’ ingegneria, dopo una lunga serie di interlocuzioni tra l’ANA, il Ministero e altre sigle del settore.

Link all'avviso: http://sabap_ssnu.beniculturali.it/it/591/notizie/2196/avviso-pubblico-per-la-formazione-di-un-elenco-di-soggetti-idonei-per-il-conferimento-di-incarichi-professionali-per-servizi-di-ingegneria-e-architettura-di-importo-inferiore-a-100_000-00-euro

Massimo Osanna nuovo Direttore Generale dei Musei. Le congratulazioni dell'Associazione Nazionale Archeologi

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L’Associazione Nazionale Archeologi rivolge un sincero in bocca al lupo a Massimo Osanna per il nuovo incarico di Direttore Generale Musei presso il MiBACT:
un riconoscimento alle capacità di un archeologo, socio onorario ANA dal 2006, che ha saputo lasciare il segno del suo operato.

Nel 2014 fu il Ministro Bray a volerlo al Parco Archeologico di Pompei: allora Osanna venne percepito come “esterno” rispetto al mondo MiBACT, ma a Bray fu sufficiente ricordare il curriculum scientifico di Osanna e i suoi studi condotti proprio su Pompei per sostanziare una scelta che negli anni successivi si rivelò, a conti fatti, corretta.

Anche in questa nuova nomina alla Direzione Generale Musei Osanna arriva da “esterno” rispetto ai ranghi MiBACT, portando però con sè una notevole dote di esperienza ottenuta in questi ultimi sei anni di conduzione del Parco di Pompei.

Auguriamo il meglio a Massimo Osanna alla guida della DG Musei”, dichiara Alessandro Garrisi, Presidente dell’Associazione Nazionale Archeologi, “sperando che i risultati di una gestione ottimale del suo nuovo ufficio abbiano ricadute concrete sul mondo del lavoro degli archeologi a vario titolo impegnati nelle reti museali locali, dai grandi musei nazionali ai meno noti musei civici. Nella missione della DG Musei sono comprese il sostegno alla “nascita di reti territoriali col coinvolgimento di diversi attori, nell’ambito delle loro competenze, al fine di valorizzare pienamente il “museo diffuso” che caratterizza il paesaggio culturale italiano” e la promozione di “innovativi sistemi di gestione, anche partecipata, dei musei e dei luoghi della cultura”. Ricordando i numerosi professionisti che l’Italia ha formato e che sono attivi nel campo della valorizzazione del patrimonio, ci auguriamo che Massimo Osanna sappia trovare il dovuto equilibrio tra lavoro professionale e coinvolgimento delle comunità territoriali al fine di preservare l’eredità culturale collettiva”. 

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