Regolamento appalti pubblici Beni Culturali: Associazione Nazionale Archeologi convocata per parere tecnico

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Lo scorso 28 marzo, nell'ambito di consultazioni mirate, l'Ufficio Legislativo del MiBAC ha acquisito il parere dell'Associazione Nazionale Archeologi in merito alle modifiche inerenti il "Regolamento sugli appalti pubblici di lavori riguardanti i Beni Culturali tutelati" (D.M. 154/2017). 

Nel 2016 il presidente Salvo Barrano, in qualità di componente del gruppo di lavoro che ha elaborato lo schema di decreto, aveva fornito un ampio e articolato contributo alla stesura del provvedimento. "Apprezziamo il fatto che in vista di correttivi al provvedimento l'Ufficio Legislativo abbia ritenuto utile acquisire anche le nostre osservazioni e avviare una interlocuzione tecnica approfondita - dichiara ANA". 

E' fondamentale che anche la normativa secondaria recepisca gli impegni previsti dalla sottoscrizione della Convenzione Internazionale per la protezione del Patrimonio Archeologico, ratificata dall'Italia nel 2015, e consolidi quella sorta di "eccezione culturale" introdotta - seppur ancora timidamente - nelle modalità di progettazione e di esecuzione dei lavori riguardanti i Beni Culturali dagli artt. 146 e 147 del Codice degli Appalti. Vigileremo affinché vengano mantenuti i requisiti di qualità e di specificità degli operatori in un settore ultraspecialistico, tenendo a freno i tentativi delle grandi imprese generaliste di ritornare ad un sistema a maglie larghe dove chiunque poteva operare sul patrimonio culturale. Tenere alta l'asticella dei requisiti è l'unico modo per salvaguardare la qualità degli interventi e il valore delle competenze”.


Al termine dell'incontro, durato oltre tre ore, è stato trasmesso all’Ufficio Legislativo un ricco dossier, contenente numerose proposte in merito alla qualificazione dei Direttori Tecnici e degli esecutori di lavori nell'ambito del Beni Culturali". 

L'Associazione Nazionale Archeologi incontra il Gruppo M5S della VII Commissione Cultura del Senato della Repubblica

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L'Associazione Nazionale Archeologi venerdì scorso è stata ricevuta dal Gruppo della VII Commissione permanente "Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport" del Movimento 5 Stelle, nell'ambito di una serie di incontri programmatici con le principali associazioni del settore. All'incontro erano presenti la Sen. Margherita Corrado, la Sen. Sen. Danila De Lucia e la capogruppo Bianca Laura Granato. I principali argomenti trattati sono stati il disegno di riorganizzazione del ministero, oggetto di una recente presentazione da parte del ministro Bonisoli; la riforma del codice degli appalti e dei provvedimenti ad essa connessi inerenti i beni culturali; l’imminente riforma del codice dei Beni Culturali e del Paesaggio.  
"Ringraziamo il Movimento 5 Stelle - dichiara Salvo Barrano, Presidente dell’Associazione Nazionale Archeologi - per aver mostrato attenzione alle nostre posizioni, è un atteggiamento di apertura e interlocuzione che dovrebbe caratterizzare ogni forza politica. Ci rende inoltre molto fiduciosi la disponibilità dichiarata dalle Senatrici del Movimento 5 Stelle a recepire e sostenere in Parlamento e nelle altre sedi di discussione la proposta avanzata dall’Associazione Nazionale Archeologi sulla modifica dell'art. 28 del “Codice Beni Culturali e del Paesaggio”, già oggetto di una nostra mozione congressuale che verrà nuovamente ripresentata e rafforzata nel prossimo congresso nazionale, in programma a Roma il prossimo 13 aprile. Abbiamo già avuto modo - commenta Barrano - nelle scorse settimane di presentare la proposta anche al Gabinetto del Ministro Bonisoli e abbiamo colto segnali molto incoraggianti anche dal Governo. Qualora fosse portata a termine la modifica consentirebbe di dare finalmente effettiva e concreta applicazione alla Convenzione internazionale per la Protezione del Patrimonio Archeologico, sottoscritta a La Valletta nel 1992 e ratificata dall’Italia nel 2015, mettendo al centro il concetto di compliance-driver archaeology e di un'archeologia al servizio della pianificazione territoriale".  

Si tratterebbe - aggiunge Barrano - di una misura storica per l’archeologia italiana: introducendo il concetto di fattibilità archeologica preliminare anche in ambito privato, in un paese come l'Italia si avrebbe un immediato miglioramento della pianificazione territoriale e, attraverso una seria progettazione degli interventi - si supererebbe una volta per tutte la cattiva prassi dell'archeologia d'emergenza, che negli ultimi quarant'anni ha fatto proliferare i contenziosi con le amministrazioni, la moltiplicazione delle varianti progettuali e i ritardi, con aumento dei costi per i cittadini italiani. Da non trascurare - conclude Barrano - l'importanza di una tale misura sul piano delle ricadute occupazionali.

Riforma Mibac, AgCult intervista Salvo Barrano Presidente Associazione Nazionale Archeologi

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Riforma Mibac, Associazione Nazionale Archeologi: Più luci che ombre, attenzione al personale

Sul reclutamento: “Presidiare il criterio delle competenze tecniche specialistiche e dell'esperienza certificabile”

Più luci che ombre per l'Associazione Nazionale Archeologi nel piano di riorganizzazione presentato oggi dal ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli alle associazioni. Il presidente dell'Associazione Nazionale Archeologi, Salvo Barrano, al termine dell’incontro col ministro, dice di condividere “la scelta di Bonisoli di mantenere le soprintendenze uniche,  perché rappresenta un segnale di attenzione ai cittadini e un beneficio netto anche per l'efficienza dell'amministrazione”. Resta tuttavia un po’ di preoccupazione per la volontà aumentarne il numero: "Auspichiamo che tale aumento segua rigorosi criteri di coerenza territoriale e amministrativa". 

Soddisfazione anche per l'annuncio di voler riformare i poli museali in reti museali, dotandoli di maggiori risorse. Perplessità invece “sul rafforzamento del ruolo dei capo-area, che se non ben governato, rischia di attivare conflitti a scapito dell'efficienza e dei servizi sui cittadini”. 

Per quanto riguarda il reclutamento di risorse umane, l'ANA invita ad “adottare anche criteri di competenza ed esperienza certificabile per evitare che i processi di mobilità orizzontale impediscano ai profili più formati e ai tecnici con competenze specialistiche di accedere ai ranghi del ministero che invece ne avrebbero gran bisogno. Concorsi che non premino la competenza e l'esperienza effettiva mortificherebbero migliaia di Professionisti che hanno scelto di frequentare percorsi di formazione specialistica”.

In chiusura dell'incontro il ministro ha inoltre fornito ampie rassicurazioni sulle linee guida in materia di archeologia preventiva. "Abbiamo apprezzato la padronanza con cui il ministro ha trattato l'argomento, che presuppone un esame approfondito dei suoi uffici. L'estensione delle procedure di archeologia preventiva anche ad alcuni interventi privati costituirebbe un grande strumento di governo e pianificazione del territorio ma anche una garanzia di tempi e costi per la realizzazione di tutte le opere, a tutto vantaggio dei  cittadini. Finalmente si darebbe così concreta attuazione alla ratifica della Convenzione internazionale per la protezione del patrimonio archeologico, ratificata dall'Italia nel 2015”.


Articolo originale del 20/03/2019

 

 

 

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