Emergenza Covid-19: Sicurezza degli archeologi nei cantieri e sospensione dei lavori. Lettera al Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo e al Ministero della Salute

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Emergenza Covid 19: la situazione degli archeologi italiani.
Lettera al Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo.

Alla c.a
.
Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo
Ministro On. Dario Franceschini 

E p.c.
Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo
Capo di Gabinetto
Prof. Lorenzo Casini 

Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo
Segretario Generale
Dott. Salvatore Nastasi

Ministero della Salute
Segretario Generale
Dott. Giuseppe Ruocco 

Oggetto:
Emergenza Covid-19: Sicurezza degli archeologi nei cantieri e sospensione dei lavori.

Egregio sig. Ministro,
le scriviamo per esprimere la nostra preoccupazione per le condizioni di lavoro degli archeologi sui cantieri italiani tutt’ora aperti e in piena attività.
Come ben sa la sorveglianza dell’archeologo è prevista dalle normative vigenti a tutela del patrimonio archeologico della nazione, e il professionista si trova a lavorare fianco a fianco con il personale e gli operai delle ditte che intervengono sul cantiere.
In questi giorni di emergenza sanitaria nazionale purtroppo le condizioni di lavoro tanto degli archeologi, quanto del personale, sono spesso incompatibili con l’osservanza delle misure di sicurezza previste ed approvate dai competenti organi del Governo.
Le mascherine di sicurezza sono infatti introvabili in tutto il territorio nazionale, quindi tanto i lavoratori autonomi quanto il personale delle ditte non può di fatto essere messo in condizione di lavorare in sicurezza.
Con i cantieri urbani ancora più in evidenza per la possibile promiscuità con il resto della popolazione, oltre al fatto che risultano attività in esecuzione senza la sorveglianza degli archeologi e con il personale MiBACT a casa con forme di lavoro agile.
Ad oggi in tutta Italia i cantieri aperti sono decine, e disponiamo di una ricca documentazione fotografica delle violazioni che quotidianamente sono compiute rispetto alle procedure previste dall’emergenza: dal mancato rispetto della distanza di sicurezza nel caso di lavorazioni promiscue all’assenza dei DPI indicati dalla normativa, la casistica è ampia. Sentiamo molto la responsabilità di mantenere aperte le attività del Paese in un momento di crisi drammatica come quello in atto, ma sono sicuro che condividerà l’esigenza di mettere al centro della nostra azione la sicurezza dei lavoratori.
Per questo, sig. Ministro, siamo a chiederLe di aprire nel Suo Ministero un canale per la segnalazione dei cantieri non a norma, affinché le associazioni di categoria di cui alla Legge 4/2013 possano fornire indicazioni esatte ed utili a consentire un vostro intervento atto a sospendere i lavori almeno fino al ripristino delle condizioni di sicurezza.
Si valuti anche la richiesta avanzata dall’ANCE di sospendere completamente l’attività di tutti i cantieri su tutto il territorio nazionale, fatte salve le contingenze legate al mantenimento in funzione dei servizi essenziali.

Roma, 16 marzo 2020

Alessandro Garrisi 
Presidente
Associazione Nazionale Archeologi 

Giuliano Volpe
Presidente
Federazione delle Consulte Universitarie di Archeologia

ARCHEOLOGI IN CANTIERE LINEE GUIDA ANA

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ARCHEOLOGI IN CANTIERE
LINEE GUIDA PER LA PREVENZIONE DAL CONTAGIO E LA SICUREZZA PERSONALE

Nota: Le seguenti informazioni sono mutuate dalle norme per la sicurezza in azienda approvate dal governo e consultabili sul sito www.salute.gov.it/nuovcoronavirus e dal
“Vademecum per i cantieri temporanei e mobili a seguito emergenza Coronavirus (Covid-19)” realizzato dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma (ed. DEI), al quale rimandiamo per la versione completa, acquistabile-scaricabile gratuitamente su: https://build.it/negozio/sicurezza/vademecum-per-cantieri-temporanei-e-mobili-seguito-emergenza-coronavirus/

1. Distanza di sicurezza
I lavoratori in cantiere devono rispettare una distanza minima di sicurezza uno dall’altro di almeno un metro (DPCM 8, 9 e 11 marzo 2020).

2. Distanza di sicurezza
Può succedere che per proseguire la lavorazione debba essere diminuita la distanza di sicurezza, ma devono essere casi eccezionali e per una durata di tempo limitata.
In questo caso gli operatori devono indossare guanti e mascherine con fattore di filtraggio 2 o 3 (FFP2 – FFP3).

3. Pulizia degli ambienti
La pulizia degli ambienti di lavoro (compresi i servizi igienici e le sale comuni) è a carico delle ditte presenti in cantiere.
Gli ambienti devono essere puliti quotidianamente su tutte le superfici con disinfettanti a base di alcool o cloro in soluzione (percentuali e quantità come da disposizioni di legge).
Negli ambienti deve essere garantita la ventilazione continua.

4. Pulizia personale
I lavoratori devono lavarsi le mani all’ingresso del cantiere, durante le pause, all’ingresso e all’uscita dai servizi igienici. La pulizia deve avvenire con soluzione idralcolica messa a disposizione dalle ditte presenti in cantiere.

5. Attrezzi
Le ditte devono mettere a disposizione attrezzi manuali ad ogni lavoratore. In caso di uso promiscuo degli attrezzi, questi devono essere sanificati quotidianamente.
Obbligatorio l’uso dei guanti.

6. Pause
Durante le pause i lavoratori devono rispettare le distanze di sicurezza (almeno 1 metro).
In caso di impossibilità a condividere gli spazi rispettando le distanze, devono essere previste delle turnazioni.

7. Spogliatoi
Negli spogliatoi i lavoratori devono rispettare le distanze di sicurezza (almeno 1 metro). Qualora lo spazio non fosse sufficiente a garantire il rispetto delle distanze, andranno previste delle turnazioni, con orari di ingresso e uscita scaglionati. Negli spogliatoi deve essere garantita la ventilazione continua.

8. Presidii
Nelle cassette di pronto soccorso o nelle immediate vicinanze vanno conservate mascherine di protezione con fattore di filtraggio 2 o 3 in numero corrispondente al numero dei lavoratori presenti.

9. Informazioni
Le informazioni di carattere generale di cui all’allegato 1 del DPCM 8 marzo 2020 vanno affisse in maniera visibile in ogni cantiere.

10. Procedure e Numeri utili
Qualora un lavoratore mostrasse sintomi e febbre superiore a 37,5° questo dovrà isolarsi, indossare una mascherina FFP2 o FFP3 e informare gli addetti al Pronto Soccorso e gli operatori di Sanità Pubblica chiamando i numeri:
• 1500 (Ministero Salute): 7 giorni su 7, dalle 8 alle 20.
• Numero unico di emergenza: 112 (h24).
• Numeri predisposti dalle singole regioni (www.salute.gov.it/nuovocoronavirus).

Ove i lavoratori riscontrassero la mancata applicazione delle suddette misure di sicurezza, devono sospendere l’attività mantenendosi in sicurezza e informare immediatamente il Capo Cantiere, il Direttore Lavori e il Responsabile per la Sicurezza. Le attività non possono riprendere fino alla risoluzione del problema.

Per ogni segnalazione di disagio o difficoltà inerente l’emergenza coronavirus vi ricordiamo lo sportello aperto dall’ANA utilizzabile scrivendo a emergenzavirus@archeologi.org

COMUNICATO CONGIUNTO A TUTELA DELLA CATEGORIA DEGLI ARCHEOLOGI

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Iniziativa di
Associazione Nazionale Archeologi
Legacoop Produzione e Servizi
Assotecnici
Confederazione Italiana Archeologi
Archeologi del Pubblico Impiego - Mibact
F.A.P. Federazione Archeologi Professionisti
Archeoimprese

Le sottoscritte Associazioni, in questi giorni di provvedimenti straordinari che hanno portato alla temporanea chiusura di molti servizi ed esercizi economici non essenziali ma non delle attività industriali tra cui i cantieri in cui operiamo, nel valutare con apprensione la situazione di archeologi e imprese specializzate che a vario titolo operano sul campo, chiedono che si vigili affinché anche nei cantieri pubblici e privati in cui si svolgono attività archeologiche vengano rispettate tutte le prescrizioni di cui ai DPCM in modo attento e scrupoloso.

Ministero MiBACT, professionisti e imprese specializzate di archeologia hanno operato e devono operare per rendere sicuri i luoghi di lavoro, informando correttamente i lavoratori per tutelare la salute di tutti ed applicando, se possibile, le attività di smart working: pertanto chiediamo che i cantieri terzi in cui spesso operiamo, siano resi sicuri, idonei e tutelati da adeguati e aggiornati PSC. In questo auspichiamo la massima collaborazione da parte di tutti, in primis di Committenze, Direzione Lavori e Coordinatori della Sicurezza in fase di Esecuzione.

Dal punto di vista della tutela del patrimonio, vista la Circolare del Segretario Generale n° 16 del 10 marzo 2020 che contempla le missioni per esigenze indifferibili e nel rispetto delle norme di cui ai DPCM, si ritiene che vadano resi congruenti e univoci i criteri di autorizzazione da parte dei Soprintendenti e che i limiti alle attività ispettive e di controllo non comportino rischi per il patrimonio o eccessivi carichi di responsabilità sui funzionari o sugli operatori.

Allo stesso modo, qualora non fosse possibile garantire, da parte degli organi ministeriali preposti alla tutela, l’adeguato svolgimento delle attività di ispezione e di Direzione Scientifica, sarà necessario interrompere gli interventi di tipo archeologico, con conseguente sospensione o rimodulazione dei lavori in corso.

Se le committenze non saranno in grado di garantire il rispetto delle normative di sicurezza, i professionisti e le imprese specializzate presenteranno formale istanza di sospensione dell’attività con valore per l’attivazione degli ammortizzatori sociali e senza ricadute sanzionatorie in termini di contratto. È necessario non scaricare la responsabilità sui professionisti e sulle imprese specializzate e che lo Stato si assuma l’onere del controllo del rispetto di dette normative sui cantieri attraverso controlli straordinari, condotti con il massimo rigore e serietà.

Riteniamo indispensabile stabilire fin d’ora, di concerto con il Governo, misure di sostegno e salvaguardia delle imprese e dei loro dipendenti, nonché dei professionisti, con azioni quali il ricorso agli ammortizzatori sociali, forme di alleggerimento delle scadenze fiscali e contributive, sostegno e accesso al credito in concorso con ABI, sospensione delle vertenze e degli accertamenti dell’Agenzia delle Entrate.

Auspichiamo infine che siano prese misure organiche e lineari sull’intero territorio nazionale, al fine di non danneggiare, seppur in totale buona fede, alcuni territori rispetto ad altri, pertanto chiediamo con forza che singole azioni in materia di sicurezza sul lavoro e di sostegno a livello regionale o sub-regionale attivate in precedenza siano estese all’intero territorio nazionale.

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