EMERGENZA SANITARIA COVID-19 LOMBARDIA

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L’Associazione Nazionale Archeologi,
in questo momento di preoccupante emergenza sanitaria causata dal contagio da Covid-19,  accoglie le raccomandazioni fornite dalle autorità sanitarie regionali e nazionali e recepisce l’invito del Presidente di Confprofessioni Lombardia, dott. Enrico Vannicola,
pertanto esorta gli archeologi lombardi ad astenersi, fin da subito, da qualunque attività lavorativa che non sia effettivamente indifferibile e che non possa essere svolta in modalità di lavoro da remoto.

Ricordiamo a tutti i colleghi archeologi che è attivo lo sportello dedicato emergenzavirus@archeologi.org, per avere assistenza, indicazioni, segnalazioni, sostegno e segnalare situazioni non a norma delle prescrizioni sanitarie e che non rispettano le prescrizioni dei DPCM  del 4 e 8 marzo 2020 in materia di prevenzione del contagio.

L’invito inoltre è a seguire tutte le indicazioni fornite dal Ministero della Sanità reperibili sul sito www.salute.gov.it/nuovocoronaviruse a rispettare obblighi e limitazioni contenuti nel DPCM del 8/3/2020 e nel DPCM del 4/3/2020 (http://www.archeologi.org/comunicati-stampa/informazione-eprevenzione-contro-la-diffusione-del-virus-covid-19.html).

Emergenza Covid-19: Sicurezza degli archeologi nei cantieri e sospensione dei lavori. Lettera al Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo e al Ministero della Salute

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Emergenza Covid 19: la situazione degli archeologi italiani.
Lettera al Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo.

Alla c.a
.
Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo
Ministro On. Dario Franceschini 

E p.c.
Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo
Capo di Gabinetto
Prof. Lorenzo Casini 

Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo
Segretario Generale
Dott. Salvatore Nastasi

Ministero della Salute
Segretario Generale
Dott. Giuseppe Ruocco 

Oggetto:
Emergenza Covid-19: Sicurezza degli archeologi nei cantieri e sospensione dei lavori.

Egregio sig. Ministro,
le scriviamo per esprimere la nostra preoccupazione per le condizioni di lavoro degli archeologi sui cantieri italiani tutt’ora aperti e in piena attività.
Come ben sa la sorveglianza dell’archeologo è prevista dalle normative vigenti a tutela del patrimonio archeologico della nazione, e il professionista si trova a lavorare fianco a fianco con il personale e gli operai delle ditte che intervengono sul cantiere.
In questi giorni di emergenza sanitaria nazionale purtroppo le condizioni di lavoro tanto degli archeologi, quanto del personale, sono spesso incompatibili con l’osservanza delle misure di sicurezza previste ed approvate dai competenti organi del Governo.
Le mascherine di sicurezza sono infatti introvabili in tutto il territorio nazionale, quindi tanto i lavoratori autonomi quanto il personale delle ditte non può di fatto essere messo in condizione di lavorare in sicurezza.
Con i cantieri urbani ancora più in evidenza per la possibile promiscuità con il resto della popolazione, oltre al fatto che risultano attività in esecuzione senza la sorveglianza degli archeologi e con il personale MiBACT a casa con forme di lavoro agile.
Ad oggi in tutta Italia i cantieri aperti sono decine, e disponiamo di una ricca documentazione fotografica delle violazioni che quotidianamente sono compiute rispetto alle procedure previste dall’emergenza: dal mancato rispetto della distanza di sicurezza nel caso di lavorazioni promiscue all’assenza dei DPI indicati dalla normativa, la casistica è ampia. Sentiamo molto la responsabilità di mantenere aperte le attività del Paese in un momento di crisi drammatica come quello in atto, ma sono sicuro che condividerà l’esigenza di mettere al centro della nostra azione la sicurezza dei lavoratori.
Per questo, sig. Ministro, siamo a chiederLe di aprire nel Suo Ministero un canale per la segnalazione dei cantieri non a norma, affinché le associazioni di categoria di cui alla Legge 4/2013 possano fornire indicazioni esatte ed utili a consentire un vostro intervento atto a sospendere i lavori almeno fino al ripristino delle condizioni di sicurezza.
Si valuti anche la richiesta avanzata dall’ANCE di sospendere completamente l’attività di tutti i cantieri su tutto il territorio nazionale, fatte salve le contingenze legate al mantenimento in funzione dei servizi essenziali.

Roma, 16 marzo 2020

Alessandro Garrisi 
Presidente
Associazione Nazionale Archeologi 

Giuliano Volpe
Presidente
Federazione delle Consulte Universitarie di Archeologia

ARCHEOLOGI IN CANTIERE LINEE GUIDA ANA

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ARCHEOLOGI IN CANTIERE
LINEE GUIDA PER LA PREVENZIONE DAL CONTAGIO E LA SICUREZZA PERSONALE

Nota: Le seguenti informazioni sono mutuate dalle norme per la sicurezza in azienda approvate dal governo e consultabili sul sito www.salute.gov.it/nuovcoronavirus e dal
“Vademecum per i cantieri temporanei e mobili a seguito emergenza Coronavirus (Covid-19)” realizzato dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma (ed. DEI), al quale rimandiamo per la versione completa, acquistabile-scaricabile gratuitamente su: https://build.it/negozio/sicurezza/vademecum-per-cantieri-temporanei-e-mobili-seguito-emergenza-coronavirus/

1. Distanza di sicurezza
I lavoratori in cantiere devono rispettare una distanza minima di sicurezza uno dall’altro di almeno un metro (DPCM 8, 9 e 11 marzo 2020).

2. Distanza di sicurezza
Può succedere che per proseguire la lavorazione debba essere diminuita la distanza di sicurezza, ma devono essere casi eccezionali e per una durata di tempo limitata.
In questo caso gli operatori devono indossare guanti e mascherine con fattore di filtraggio 2 o 3 (FFP2 – FFP3).

3. Pulizia degli ambienti
La pulizia degli ambienti di lavoro (compresi i servizi igienici e le sale comuni) è a carico delle ditte presenti in cantiere.
Gli ambienti devono essere puliti quotidianamente su tutte le superfici con disinfettanti a base di alcool o cloro in soluzione (percentuali e quantità come da disposizioni di legge).
Negli ambienti deve essere garantita la ventilazione continua.

4. Pulizia personale
I lavoratori devono lavarsi le mani all’ingresso del cantiere, durante le pause, all’ingresso e all’uscita dai servizi igienici. La pulizia deve avvenire con soluzione idralcolica messa a disposizione dalle ditte presenti in cantiere.

5. Attrezzi
Le ditte devono mettere a disposizione attrezzi manuali ad ogni lavoratore. In caso di uso promiscuo degli attrezzi, questi devono essere sanificati quotidianamente.
Obbligatorio l’uso dei guanti.

6. Pause
Durante le pause i lavoratori devono rispettare le distanze di sicurezza (almeno 1 metro).
In caso di impossibilità a condividere gli spazi rispettando le distanze, devono essere previste delle turnazioni.

7. Spogliatoi
Negli spogliatoi i lavoratori devono rispettare le distanze di sicurezza (almeno 1 metro). Qualora lo spazio non fosse sufficiente a garantire il rispetto delle distanze, andranno previste delle turnazioni, con orari di ingresso e uscita scaglionati. Negli spogliatoi deve essere garantita la ventilazione continua.

8. Presidii
Nelle cassette di pronto soccorso o nelle immediate vicinanze vanno conservate mascherine di protezione con fattore di filtraggio 2 o 3 in numero corrispondente al numero dei lavoratori presenti.

9. Informazioni
Le informazioni di carattere generale di cui all’allegato 1 del DPCM 8 marzo 2020 vanno affisse in maniera visibile in ogni cantiere.

10. Procedure e Numeri utili
Qualora un lavoratore mostrasse sintomi e febbre superiore a 37,5° questo dovrà isolarsi, indossare una mascherina FFP2 o FFP3 e informare gli addetti al Pronto Soccorso e gli operatori di Sanità Pubblica chiamando i numeri:
• 1500 (Ministero Salute): 7 giorni su 7, dalle 8 alle 20.
• Numero unico di emergenza: 112 (h24).
• Numeri predisposti dalle singole regioni (www.salute.gov.it/nuovocoronavirus).

Ove i lavoratori riscontrassero la mancata applicazione delle suddette misure di sicurezza, devono sospendere l’attività mantenendosi in sicurezza e informare immediatamente il Capo Cantiere, il Direttore Lavori e il Responsabile per la Sicurezza. Le attività non possono riprendere fino alla risoluzione del problema.

Per ogni segnalazione di disagio o difficoltà inerente l’emergenza coronavirus vi ricordiamo lo sportello aperto dall’ANA utilizzabile scrivendo a emergenzavirus@archeologi.org

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