Mibac: il Ministro Bonisoli ad un anno dall'insediamento, le valutazioni ANA.

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Ad un anno dall'insediamento del Ministro Bonisoli può avere senso provare a dare un giudizio ai suoi primi 12 mesi alla guida del MiBAC.
Lo ha già fatto anche l'ex Presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali e neo-Presidente delle Consulte universitarie degli archeologi, Giuliano Volpe, dalle pagine dell'Huffington Post. Un giudizio tecnico che ne ha evidenziato luci (poche) e ombre (molte), con una chiusura di riflessione molto netta che richiama la presunta debolezza, cautela ed eccessivo attendismo del ministro. Il paragone fatto col suo predecessore (Franceschini) lo vedrebbe, secondo Volpe, perdente sotto molti punti di vista (a iniziare dal differente peso politico).
Un giudizio su Bonisoli lo ha emesso in questi giorni anche qualche senatore del suo stesso partito (il Movimento 5 Stelle): politico, questa volta, in quanto il messaggio recapitato al Ministro è stato di allinearsi alle richieste della sua parte politica (partitica) senza proseguire sulla strada tracciata dal precedente ministro Franceschini, altrimenti, si legge tra le righe, potrebbe perdere la fiducia di alcuni senatori.
E' interessante quindi che tanto Volpe (il cui nome è legato al precedente governo PD) quanto alcuni senatori del Movimento attualmente al governo usino Franceschini come metro di paragone, arrivando a conclusioni opposte: troppo lontano da Franceschini secondo il primo, troppo vicino alla sua linea a giudizio dei secondi.

Il nostro giudizio su Bonisoli è un po' diverso, e su una cosa siamo certi: Bonisoli è Bonisoli, e la sua linea è autentica e originale. L'Associazione Nazionale Archeologi ha già pubblicamente espresso la propria insoddisfazione rispetto al Decreto Ministeriale che completa l'iter della Legge 110/2014, ma bisogna riconoscere che questa è una pratica ereditata dal passato nel quale i tecnici hanno avuto un ruolo maggiore rispetto alla politica, e che lui ha deciso forse di portarla a conclusione il prima possibile in quanto questione spinosa e divisiva.
Bonisoli ha avuto in questo anno di ministero, ma soprattutto negli ultimi 6-7 mesi (dopo un comprensibile primo periodo di “studio” delle sua agenda), un approccio molto concreto alle questioni, a tratti quasi decisionista. Lo abbiamo spesso visto delineare con chiarezza percorsi tecnici e cronologici per le questioni da affrontare, percorsi che spesso sono stati rispettati con una puntualità alla quale in questo paese non siamo abituati. Quando a febbraio disse che il D.M. della Legge 110 sarebbe stato licenziato “entro aprile, massimo maggio” l'annuncio fu accolto con una buona dose di scetticismo da molti addetti ai lavori. Eppure, così è stato. E ci sono altri esempi.
Forse quello che è mancato in questi 12 mesi è una chiara visione delle politiche culturali da portare avanti: abbiamo visto un approccio molto tecnico, insomma, e poco politico. L'abolizione delle domeniche gratuite ai musei, per esempio, è stata affrontata con molto pragmatismo e poco spirito ideologico. Questo però può diventare un limite, perché la politica dovrebbe indicare la rotta delle azioni messe in campo dai ministeri. Altrimenti si finisce per gestire la quotidianità lasciando che delle prospettive di sviluppo politico dei beni culturali si occupino altri. E questo, si, costituirebbe un bel danno per tutto il paese oltre che un fattivo svilimento del ruolo della politica.

Nell'augurare a Bonisoli il meglio per il futuro, auspichiamo che accolga il nostro invito alla creazione di un tavolo di confronto permanente con le associazioni di categoria del settore (proposta del febbraio 2019) in maniera di arricchire la sua azione con i consigli di chi si trova sul campo ad affrontare conseguenze e benefici delle sue decisioni. Auguriamo inoltre a Bonisoli di potersi avvantaggiare di un apporto più costruttivo da parte delle forze politiche in parlamento: sia dalle opposizioni, alle quali spetta di vigilare sulla correttezza delle azioni e di arricchirle con visioni alternative rispetto a quelle espresse dal governo; ma soprattutto dalle forze politiche che costituiscono la sua maggioranza, affinché non cedano alla tentazione di indebolire il ruolo di garanzia del Ministro rinchiudendolo nel campo del dominio della maggioranza.

Calendario Assemblee Regionali dell'Associazione Nazionale Archeologi

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Care socie, cari soci,

lo scorso 13 Aprile 2019 si è svolto il V Congresso Nazionale dell'Associazione Nazionale Archeologi (ANA).

Per l'Associazione è stato un importante momento in cui fare il punto della situazione sullo stato dell'archeologia italiana e per confrontarci sulle battaglie che ci hanno visto protagonisti nell'ultimo triennio, sui risultati che abbiamo ottenuto e sugli altri ancora da ottenere.

È stato un incontro essenziale in cui si sono elaborate e votate le linee guida, con nuovi obiettivi da raggiungere e nuove lotte che già da ora ci vedono attivi su molti fronti.

L’Associazione Nazionale Archeologi ha intensamente rinnovato la propria struttura, apportando le modifiche necessarie nell’organizzazione e nel regime statutario della stessa per un completo svolgimento dei compiti previsti dalla Legge 4/2013, quindi per quanto riguarda la regolamentazione delle professioni non riconosciute, ed ha adeguato inoltre i propri apparati all’obiettivo di una snella interlocuzione interna ed esterna, nazionale ed internazionale che corrobori l’azione associativa.

Il V Congresso ANA ha aperto la strada ad una nuova stagione del professionismo archeologico, in cui dimostrare quanto la nostra categoria sia ormai matura e pronta a misurarsi con le istanze della contemporaneità.

Dopo il rinnovamento dell’apparato Nazionale il dialogo si sposta dunque nei territori, inauguriamo così la stagione delle Assemblee Regionali, durante le quali avverrà il rinnovo delle cariche regionali.

L’Assemblea Regionale rappresenta la totalità dei Soci iscritti in ciascuna regione.

Essa stabilisce e attua le linee di azione dell’Associazione a livello regionale, elegge il Presidente Regionale e, ciascuno per la propria categoria di Soci, i membri del Direttivo Regionale; elabora inoltre le proposte di programma da discutere al Congresso Nazionale ed elegge, ciascuno per la propria categoria di Soci, i delegati al Congresso stesso, nella misura del 10% dei soci aventi diritto al voto iscritti presso la Regione.

Vi ricordiamo che nell’Assemblea Regionale hanno diritto di voto tutti i Soci iscritti presso la Sezione Regionale ed in regola con il versamento della quota associativa e che il voto può essere espresso dal Socio votante solo di persona.

Durante gli eventi assembleari sarà possibile tesserarsi e rinnovare l'iscrizione.

Ecco il calendario delle Assemblee Regionali (in aggiornamento):

ANA TOSCANA
1 Giugno,  Pisa, presso la Gipsoteca di Arte Antica dell'Università di Pisa In Piazza S. Paolo all'Orto 20.
Dalle ore 09.30 alle 13.00.
Per maggiori informazioni scrivere a toscana@archeologi.org
Nell’evento Facebook il programma dettagliato:
 https://www.facebook.com/events/345151706197072/

ANA SICILIA
8 Giugno, Castel di Tusa (ME), presso “Atelier sul Mare” Albergo Museo, Via Cesare Battisti, 4.
Dalle ore 16.00 alle 19.00.
Per maggiori informazioni scrivere a sicilia@archeologi.org
Si rimanda all’evento Facebook per il programma dettagliato: https://www.facebook.com/events/860226807646932/

ANA LAZIO
13 Giugno, Roma, presso BinarioUno Coworking – Stazione Termini , Via di porta san Lorenzo 5
Dalle ore 17.00 alle ore 20.00.
Per maggiori informazioni scrivere a lazio@archeologi.org
Si rimanda all’evento Facebook per il programma dettagliato
https://www.facebook.com/events/329693644394353/

ANA CAMPANIA
14 Giugno, Napoli, presso il “Maschio Angioino” (sala da comunicare).
Dalle ore 15.00 alle 18.00.
Per maggiori informazioni scrivere a campania@archeologi.org
Si rimanda all’evento Facebook per il programma dettagliato:
https://www.facebook.com/events/1059795421075044/

ANA SARDEGNA
6 Luglio, dettagli da comunicare.

Per  informazioni di carattere generale potete inviare le vostre richieste all'indirizzo: associazione@archeologi.org

Vi aspettiamo!

#PiùTutelePerChiTutela

 

Firmati i decreti attuativi delle Legge 110/2014. Elenchi Mibac anche per gli Archeologi

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Il Ministro Alberto Bonisoli ha oggi firmato il decreto che “istituisce presso il Mibac gli elenchi nazionali dei professionisti competenti ad eseguire interventi sui beni culturali.
Tra questi, gli archeologi.
Nel comunicato del ministero sui social network, si legge che questo decreto “consolida il raccordo tra percorsi formativi, competenze e professioni nei beni culturali e può essere utilizzato come strumento utile per processi di selezione nel mondo del lavoro”.

Tra tutte le sigle associative che oltre a noi rappresentano segmenti diversi del settore dell’archeologia, che in queste settimane hanno fatto sentire la propria voce nel dibattito pubblico su questo decreto, c’è stato un consenso trasversale (a volte del tutto acritico) verso le posizioni espresse dal Ministero nella bozza poi approvata in ultimo dalle Commissioni Cultura della Camera e del Senato.

L’Associazione Nazionale Archeologi è stata l’unica tra le associazioni professionali degli archeologi italiani ad evidenziare un discreto numero di criticità contenute nel documento poi approvato, accompagnandole sempre da proposte che fossero migliorative attraverso semplici interventi di modifica.
(http://www.archeologi.org/comunicati-stampa/osservazioni-ana-bozza-decreto-ministeriale-legge-110-professionisti-beni-culturali.html ).

Abbiamo rappresentato le nostre criticità al Ministero, alla Direzione Generale Educazione e Ricerca, alle Commissioni Cultura della Camera e del Senato.”, dichiara Alessandro Garrisi, Presidente Nazionale dell’Associazione Nazionale Archeologi. “La risposta è stata sempre la stessa, una rassicurazione sulle nostre perplessità basata non sulla sostanza giuridica dei contenuti del decreto, ma su un più generale e paternalistico “vedrete che andrà tutto bene”. Ma siamo davanti ad un decreto che tende a schiacciare tutte (o la maggior parte) delle attività esecutive verso il basso (profili di III fascia = triennalisti) riservando ogni possibilità di direzione e coordinamento alla fascia apicale (specializzati e dottorati): un rigido schematismo che mal si adatta alla complessità del mondo del lavoro in archeologia, che mortifica le competenze dei laureati (3+2 o quadriennale v.o.) e che rende davvero esigue le distanze operative tra i triennalisti e i laureati (un bel regalo per le imprese medio-grandi che assumeranno in gran parte triennalisti con un risultato, in termini di qualità del lavoro, tutto da dimostrare).  Abbiamo davanti un decreto con una divisione in “attività caratterizzanti” cervelloticamente infarcite di abilità e conoscenze delle quali talvolta sfugge il nesso con le competenze cui sono associate: che visione dell’archeologia moderna veicola un decreto che prevede allo scopo di fornire “perizie, expertise e valutazioni di beni archeologici” (Attività A.1) la conoscenza della storia dell’arte antica ma non della storia dell’arte medievale? Perché  proseguire ostinatamente con richieste di dettaglio come questa, quando in tutta evidenza la materia è talmente complessa da sfuggire a operazioni di tal genere?

“Di criticità come questa ce ne sono decine, dentro questo decreto”, dichiara Oriana Cerbone, Vicepresidente Nazionale ANA, “e si poteva procedere alla loro correzione con poco sforzo: si è deciso invece di mantenere la linea tracciata, ignorando i suggerimenti di chi la professione la svolge ogni giorno, di chi conosce i problemi di cui si parla e ne subisce le conseguenze”.

L’Associazione Nazionale Archeologi esprime quindi tutta la propria amarezza poiché si è persa l’occasione di dotare gli archeologi italiani di uno strumento normativo condiviso con le associazioni che rappresentano la base dei lavoratori. Ci auguriamo che i problemi che vediamo all’orizzonte (e che abbiamo denunciato nero su bianco nei documenti consegnati ai tecnici e alla politica) non si verifichino: saremo i primi a gioire di esserci sbagliati. Diversamente occorrerà presto rimettere mano a un provvedimento che non sembra in grado di fornire le garanzie per essere reale “strumento utile per processi di selezione del mondo del lavoro” come dichiara il Ministro Bonisoli.

 

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